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Sono numerosi i messaggi che stigmatizzano con forza il pestaggio subito da Vincenzo Giannini, denunciando la preoccupante deriva che sta interessando la cittadina vibonese simbolo turistico della Calabria

Cronaca

Il pestaggio subito dal responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Tropea, Vincenzo Giannini, ha sollevato reazioni indignate, accompagnate da numerosi attestati di solidarietà. Dopo la durissima lettera aperta dei tre commissari prefettizi, che da alcuni mesi reggono le sorti del Comune dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, ci sono da registrare le parole preoccupate di Confindustria turismo e degli albergatori (Asalt e Federalberghi) che hanno espresso tutto il loro sconcerto. «Ciò che è accaduto - hanno detto i rappresentanti degli esercenti turistici – è un fatto gravissimo per le modalità di esecuzione e per le conseguenze, sintomatico di una situazione ambientale che appare oltremodo fuori controllo e che, evidentemente, necessita di un’attenzione e di una presenza molto più pregnante da parte dello Stato. Un atto orribile che segue altri episodi violenti e che richiede risposte tempestive. Ancora una vola auspichiamo che venga fatta piena luce sull'episodio e che le autorità competenti, a partire dal ministero degli Interni, intensifichino l'attività di prevenzione sul nostro territorio, cominciando dal rafforzamento degli organici e delle dotazioni assegnate alle forze dell'ordine che appaiono oltremodo sottodimensionate per una città con i numeri e con l’importanza di Tropea». 

Di «un delitto efferato e spavaldo che non ha precedenti nella nostra città» parla il responsabile cittadino di Forza Italia, Giovanni Macrì. «Anche a nome di tutti i componenti della lista “Forza Tropea” - ha sottolineato -, esprimo tutta la vicinanza all’architetto Vincenzo Giannini e auspico che sul caso venga fatta piena luce al più presto. È doverosa una riflessione su quanto sta avvenendo e una condanna netta da parte di tutte le forze sane che operano nella nostra comunità, che non possono rimanere impassibili di fronte ad atti criminali così gravi».

Dal canto suo, il consigliere regionale Vincenzo Pasqua, nell’esprimere solidarietà al professionista picchiato, sottolinea come «le modalità del gravissimo gesto intimidatorio, con tutto il tragico simbolismo antistituzionale, denotano un preoccupante degrado civile che rischia di travolgere ogni regola e persino il rispetto dovuto ad ogni essere umano». 

Vicinanza è stata espressa anche dall’ex consigliere regionale ed attuale esponente di Forza Italia, Alfonso Grillo, che stigmatizza quanto accaduto, parlando di «atteggiamenti primordiali di chi dimostra di non conoscere la ben che minima regola del vivere civile. Due balordi - continua Grillo - non offuscheranno la notorietà di Tropea, ma questo segnale di intimidazione deve spronare quanti credono nell’impegno serio e onesto di chi si carica l’onore e l’onere di tutelare la civile convivenza di una comunità. Dovremmo esser perciò tutti indignati e continuare a tenere alta la testa davanti a atti così vili e incivili perché la forza che ci guida è la convinzione che le bastonate e le ferite non si devono tollerare e che il nostro impegno concreto porterà a far sì che questo territorio rinasca e vincano onestà e trasparenza».

Parole di grande stima e affetto per l’architetto aggredito vengono poi dai rappresentanti di zona dell’Associazione guide e scout cattolici italiani (Agesci) - Francesco Campagna, Maria Assunta Bruzzano e don Nicola Scordamaglia:  «"Servire" è un verbo che Vincenzo ha appreso come stile di vita in tutte le sfere del suo agire, ed è proprio durante un suo servizio (in questo caso pubblico) che la cattiveria di gente senza scrupoli, ben lontana dai valori civili, ha infierito sul nostro fratello. Condanniamo apertamente queste persone che senza alcun valore e senza ricercare alcun confronto tentano di minare l'operato di un bravo uomo al servizio della comunità. Condanniamo l'ennesimo atto di violenza inspiegabile su chi porta avanti il suo dovere con passione e umiltà, lanciandosi in ogni nuova sfida in punta di piedi, a dispetto di chi conosce solo la forza per far del male e distruggere il buono».

Messaggio di vicinanza dal sindaco di Stefanaconi Salvatore Solano «per l’incivile gesto subito. Mi auguro che gli inquirenti possano assicurare alla giustizia, nel più breve tempo possibile, i responsabili».

Solidarietà anche dal coordinatore di Noi con Salvini Vibo Valentia, Antonio Piserà: «La vigliaccheria di chi si esprime a volto coperto e la violenza del gesto, delineano evidentemente gli aggressori incapaci del minimo senso umano e civico del relazionarsi. Emerge, anche in questa occasione, la schiavitù dell’inadeguatezza al concetto socialmente basilare del rispetto delle regole. Mi unisco all’Architetto Giannini, alla sua famiglia e all’intera cittadinanza, nella misura in cui l’accaduto ferisca, altresì, la dignità di una realtà sociale che necessita più che mai di determinato ostruzionismo all’analfabetismo morale».

Al coro di condanna per l’episodio si aggiunge l’imprenditore tropeano Domenico De Lorenzo, che risponde direttamente all’appello dei commissari prefettizi che avevano sollecitato una reazione forte da parte dei cittadini. «Da imprenditore di questa città che amo - dice De Lorenzo -, sono pronto a fare la mia parte. Io e le mie aziende siamo a disposizione, come sempre, per il Comune e credo sia il momento di istituire un tavolo operativo affinché la città possa collaborare concretamente con i commissari». 

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