domenica,Settembre 26 2021

Rinascita-Scott: torna in libertà l’avvocato ed imprenditore Enzo Renda

Decisione del Tribunale del Riesame dopo un annullamento con rinvio ad opera della Cassazione. Si trova sotto processo in quanto ritenuto vicino al clan Mancuso

Rinascita-Scott: torna in libertà l’avvocato ed imprenditore Enzo Renda
Vincenzo Renda

Lascia gli arresti domiciliari e ritorna in libertà l’imprenditore ed avvocato Vincenzo Renda, 50 anni, di Vibo Valentia, coinvolto nell’operazione Rinascita-Scott. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, dopo un precedente annullamento con rinvio ad opera della Cassazione, in accoglimento di un ricorso degli avvocati Diego Brancia e Francesco Gambardella.
Associazione mafiosa (clan Mancuso), l’accusa per l’avvocato ed imprenditore Vincenzo Renda. “Quale direttore tecnico e comproprietario della società “Genco Carmela e Figli Srl”, con sede legale in Vibo Valentia – si legge nel capo di imputazione – nonché amministratore unico delle società “Calfood srl e Itc srl” con sede a Vibo, avrebbe devoluto al clan Mancuso “somme di denaro secondo prestabilite scadenze temporali, consapevole del ruolo svolto sul territorio dalla consorteria e dai suoi associati, instaurando con l’una e con gli altri un rapporto di reciproci vantaggi”: il clan avrebbe ricevuto risorse economiche a scadenze fisse, l’imprenditore avrebbe goduto di tutela e protezione da possibili aggressioni da parte di altre consorterie”. Il reato è stato poi riqualificato in concorso esterno in associazione mafiosa. A settembre il Tribunale del Riesame sempre per Vincenzo Renda ha annullato la misura cautelare ai domiciliari anche nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Imponimento”. In questo caso Renda è accusato di illecito smaltimento dei rifiuti e dei residui delle opere di sbancamento derivanti dalla realizzazione del resort di lusso denominato “Galìa” sito a Pizzo Calabro, con l’aggravante mafiosa di avere agevolato il clan Anello di Filadelfia. [Continua in basso]

Infine su Vincenzo Renda pende una richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Vibo per corruzione in concorso con l’ex sindaco di Pizzo Gianluca Callipo.

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