mercoledì,Maggio 12 2021

Cimitero degli orrori di Tropea, soltanto Salvatore Trecate decide di rispondere al gip – Video

L'indagato prova a fornire una spiegazione alternativa ai fatti contestati dalla Procura. Il padre Francesco e Contartese optano per il silenzio

Cimitero degli orrori di Tropea, soltanto Salvatore Trecate decide di rispondere al gip – Video
La Guardia di finanza al cimitero di Tropea
Da sinistra Francesco Trecate, Salvatore Trecate e Roberto Contartese

Solo Salvatore Trecate, assistito dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Tommaso Zavaglia, si difende rispondendo alle domande del gip Marina Russo. Il padre, Francesco, difeso dall’avvocato Sandro D’Agostino, si avvale della facoltà di non rispondere, attendendo di visionare tutti gli atti redatti dalla Procura a fondamento delle accuse a suo carico, iniziando dai filmati registrati dalla videocamera spia installata dalla Guardia di finanza al cimitero di Tropea. «Questa difesa – ha commentato a margine l’avvocato D’Agostino – si riserva di richiedere successivamente un interrogatorio davanti al pubblico ministero per chiarire i fatti». Come Francesco Trecate, anche il terzo indagato, Roberto Contartese, assistito dall’avvocato Francesco Muscia, segue la via del silenzio come scelta difensiva. [Continua dopo la pubblicità]

Da sinistra il colonnello Prosperi, il procuratore Falvo, il pm Iannazzo ed il maggiore Froio

È questo il bilancio degli interrogatori di garanzia che hanno affrontato stamani i tre indagati finiti in carcere, su richiesta del procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo e del pm Concettina Iannazzo, i quali hanno coordinato le investigazioni delle Fiamme gialle sullo scempio di loculi e cadaveri al cimitero di Tropea. Gli indagati rispondono di distruzione di cadavere, illecito smaltimento di rifiuti speciali cimiteriali e violazioni delle norme di polizia mortuaria. L’accusa aveva richiesto l’arresto anche per associazione a delinquere, ma il gip Marina Russo non ha ritenuto sufficienti gli elementi posti alla base di questa contestazione. «Abbiamo richiesto, per il momento – ha spiegato l’avvocato Zavaglia, difensore di Salvatore Trecate – una  misura meno afflittiva e che quindi al nostro assistito siano quantomeno concessi gli arresti domiciliari. Non posso aggiungere altro».

In base a quanto trapelato all’esito dell’udienza, sembra che l’indagato abbia sostanzialmente ammesso la sola violazione delle norme di polizia mortuaria, smentendo però che vi sia stato l’incendio dei cadaveri ed un mercimonio finalizzato alla vendita dei loculi liberati da salme che sarebbero state seppellite nella prima parte del secolo scorso. In pratica sarebbe stata svolta un’attività non autorizzata, ma al solo scopo di ricavare loculi in cui seppellire i defunti più recenti, mentre quelli estumulati non sarebbero stati fatti sparire ma trasferiti in un ossario. Ovviamente le valutazioni della Procura, sul cospicuo compendio indiziario acquisito, vanno in ben altra direzione.

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