Statale 18 chiusa per rischio caduta massi: si allungano i tempi della riapertura

Il sindaco si dice pronto a procedere con l’esecuzione dei lavori “in danno” nei confronti del privato proprietario del terreno. Poi mette le mani avanti: «Intervento particolarmente complesso». I precedenti non sono incoraggianti...
Il sindaco si dice pronto a procedere con l’esecuzione dei lavori “in danno” nei confronti del privato proprietario del terreno. Poi mette le mani avanti: «Intervento particolarmente complesso». I precedenti non sono incoraggianti...
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I massi che rischiano di staccarsi dal costone che sovrasta la Strada statale 18

Si profila un’altra snervante attesa per gli automobilisti vibonesi che, già provati dagli innumerevoli disagi di una rete stradale sempre più malandata, dovranno ora affrontare un altro considerevole intoppo causato all’interruzione di un collegamento vitale per la città di Vibo Valentia: quello che unisce il comune capoluogo con Vibo Marina attraverso la Statale 18 “Tirrena inferiore”. Qui, com’è noto, da sabato scorso è stata interrotta la circolazione a causa di una frana che ha interessato l’ex tracciato delle ferrovie Calabro-Lucane, determinando il rischio di caduta di grossi massi proprio sull’importante asse viario. Ragion per cui il sindaco di Vibo, Maria Limardo, ha emanato un’ordinanza attraverso la quale ha intimato all’Anas, ente proprietario, di chiudere l’arteria all’altezza dell’Hotel San Leonardo.

Una situazione complessa, tuttavia, quella che si è determinata a monte della Statale. Lo smottamento è avvenuto su una proprietà privata che fa capo ad un ordine religioso al quale il Comune ha richiesto la rimozione dei fattori di rischio. Ma, allo stato, la “pratica” appare tutt’altro che risolta.

«Stiamo seguendo costantemente la situazione – ha informato non a caso il sindaco -, per consentirne la soluzione quanto prima possibile. Il terreno dove si è verificata la frana – ha aggiunto – è di un privato che è stato tempestivamente diffidato a mettere in sicurezza l’area».

C’è, anche da parte del primo cittadino, la consapevolezza della gravità di una situazione. «Nel caso in cui il privato non provveda – ha spiegato – non esiteremo a procedere con l’esecuzione dei lavori in danno. Tuttavia si tratta di lavori particolarmente complessi che richiedono professionalità altamente specializzate. Non si tratta infatti, semplicemente di eliminare alcuni massi, ma di mettere in sicurezza tutto il costone interessato. Tale intervento dovrà tenere presente le condizioni meteorologiche».

Parole che non  lasciano presagire nulla di buono, soprattutto riguardo alla tempistica. I precedenti del resto non sono incoraggianti. Basti pensare alla Joppolo-Coccorino, strada che a causa di un masso (in quel caso caduto sull’asfalto) rimase chiusa per diversi mesi prima di un intervento risolutivo promosso dal ministero delle Infrastrutture, tramite una convenzione tra Regione-Provincia e Anas, che vide la citata società pubblica intervenire per la messa in sicurezza e la successiva riapertura. E anche in questo caso, non resta che sperare che l’interlocuzione tra Comune e Anas produca buoni frutti e che sia proprio la società proprietaria della Ss18 a mettere un punto fermo su una questione che rischia di avere pesanti ripercussioni sulla vita di migliaia di persone e sull’attività di decine di aziende.