Auspicata la promozione di percorsi di aggiornamento multidisciplinare per avvocati, magistrati e operatori del settore, consolidando la sinergia tra Tribunale per i minorenni, scuole ed enti
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Piena condivisione rispetto alle preoccupazioni sollevate dalla presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Concettina Epifanio, nella sua relazione in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto. E’ quanto esprime la Camera Minorile di Vibo Valentia che sottolinea come il territorio vibonese rappresenti “uno dei fronti più caldi dell'emergenza devianza minorile in Calabria”, con un territorio caratterizzato da una delle più “alte densità di criminalità organizzata d'Italia e che vede i minori esposti a un doppio rischio”. La Camera Minorile di Vibo spiega quindi di assistere “con preoccupazione al coinvolgimento di giovanissimi, appartenenti a nuclei familiari storicamente legati alla criminalità, nelle dinamiche dei clan. Coinvolgimento spesso vissuto non come una scelta, ma come un destino ineluttabile o un rito di passaggio. Una sorta di fascinazione del potere poiché anche al di fuori dei contesti familiari mafiosi registriamo tra i giovanissimi – sottolinea la Camera Minorile di Vibo – un’emulazione dei modelli comportamentali della 'ndrangheta, visti come scorciatoia per ottenere rispetto e denaro facile”.
Violenza e nuove tecnologie
La Camera Minorile di Vibo recepisce poi con allarme anche il dato sull'aumento dei reati violenti e da "Codice Rosso". “Nel nostro osservatorio quotidiano notiamo un abbassamento dell'età media nei reati di stalking e maltrattamenti in famiglia. Parallelamente il cyberbullismo e la diffusione non consensuale di materiale intimo sono diventati strumenti di prevaricazione diffusi nelle scuole della provincia, spesso sottovalutati dalle famiglie stesse”.
La necessità di una risposta di rete
“Reprimere non basta. La risposta giudiziaria, pur necessaria, arriva quando il danno è già compiuto”. La Camera Minorile di Vibo Valentia rinnova così l’appello a fare fronte comune e investire in competenze tecniche, invocando una “bonifica culturale e l’assoluta necessità di fare fronte comune tra tutte le istituzioni. Per affrontare la complessità di queste dinamiche non basta la gestione dell'emergenza, ma occorre una formazione specialistica e tecnica d'alto livello”. La Camera Minorile sottolinea quindi la necessità di “potenziare i servizi sociali territoriali, non solo numericamente ma anche qualitativamente, attraverso l'integrazione di tecnici legali specializzati in grado di coadiuvare le attività di tutela e prevenzione. Non bastano progetti temporanei ma servono interventi strutturati affinché diano risposte concrete ed è necessario costruire equipe che in maniera settoriale tutelino i minori”. La Camera Minorile auspica la promozione di “percorsi di aggiornamento multidisciplinare per avvocati, magistrati e operatori del settore, consolidando la sinergia strutturale tra Tribunale per i Minorenni, scuole ed enti che a vario titolo si occupano dei minori. Solo attraverso l'impiego di professionalità specifiche e un'azione corale – conclude la Camera Minorile di Vibo – sarà possibile spezzare la catena della trasmissione criminale, garantendo ai giovani del territorio reali alternative di riscatto”.

