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Grotte di Zungri, in 2 mesi 10mila visitatori. La direttrice Pietropaolo: «Un piccolo miracolo»

Il Covid ha rallentato le attività all’Insediamento rupestre ma l’ondata di turisti ha promosso a pieni voti l’importante sito. Non mancano le note stonate come la carenza di indicazioni stradali: «Arrivare a Zungri è una impresa»

Grotte di Zungri, in 2 mesi 10mila visitatori. La direttrice Pietropaolo: «Un piccolo miracolo»

La pandemia ancora in corso ha limitato la messa in campo di iniziative con un pubblico numeroso. Eppure, le grotte di Zungri e il Museo della civiltà contadina si avviano a chiudere il bilancio estivo con dati ragguardevoli in termini di presenze. Sono oltre 10mila i visitatori che dal 21 giugno hanno fatto tappa nella cittadina del Poro per un vero e proprio tour storico e naturalistico.

La Valle degli Sbariati

L’insediamento rupestre si conferma tra i siti di maggior interesse del Vibonese. Posto in località Fossi, sul costone esposto a sud-est della valle della Fiumara Malopera, il sito si compone da un centinaio di grotte, di varie dimensioni e forme. La sua particolarità lo rende unico a livello regionale e Zungri ha acquisito negli anni epiteti lusinghieri, da “La città di pietra” alla “piccola Matera di Calabria”.

Grotte di Zungri
Le grotte di Zungri

Il bilancio estivo

L’estate ha quindi registrato dati degni di nota: «Possiamo considerarlo un bilancio positivo visto il periodo. I numeri sono in continua crescita. Avevamo proprio sperato in una buona ripresa con un mese di luglio iniziato positivamente. Decisamente meglio dell’estate scorsa quando la paura del Covid era nettamente superiore a quella di oggi», conferma Maria Caterina Pietropaolo nelle vesti di direttore del Museo. Rispetto al 2020, grazie anche alle vaccinazioni, molti hanno trascorso le vacanze con più libertà:  «La gente è più serena e più propensa a visitare i luoghi della cultura e non solo il mare. Tuttavia come eventi – aggiunge la Pietropaolo – abbiamo potuto fare ben poco. La nostra è stata una scelta dettata dalla prudenza. L’area delle grotte non può ospitare contemporaneamente molte persone in era Covid».

Il museo della civiltà contadina

Sui programmi futuri pesa l’evoluzione della pandemia: «Se riusciamo per la fine di settembre ma, visto l’andamento, aspettiamo di essere sicuri. Ad ogni modo – ribadisce la professionista – possiamo solo anticipare che sarà un evento particolarmente importante per il sito rupestre».

La sinergia con il Comune

Il successo delle grotte di Zungri è frutto anche di un’attività di coordinamento con il Comune e di un collaudato lavoro di squadra: «Sono estremamente soddisfatta del lavoro portato avanti con tanta fatica in questi otto anni, prima come coordinatrice e dallo scorso anno come direttore del Museo e dell’Insediamento rupestre. I risultati sono visibili e sotto gli occhi di tutti. Grazie alla perfetta sinergia che si è creata con l’amministrazione comunale fin da subito – commenta la Pietropaolo – sono riuscita ad organizzare il lavoro operando le giuste scelte organizzative per una migliore fruizione del sito archeologico e del museo anche in tempo di Covid».

Percorso nelle grotte

I controlli con il green pass

I problemi visto la delicata fase non sono mancati: «Essendo questo un luogo della cultura, purtroppo, le difficoltà non sono mancate anche a causa dei severi controlli imposti con il green pass a cui la gente non riesce ad abituarsi. Il momento iniziale è stato molto difficoltoso ma – sostiene la professionista – l’abbiamo superato egregiamente. Il flusso di visitatori si fa sempre più intenso grazie sia ai vari turisti che affollano la costa ma anche grazie alla Calabria che sta riscoprendo sé stessa. E questa è la strada su cui abbiamo sempre puntato».

In autunno attesi gruppo di turisti stranieri

L’avvio dell’autunno, emergenza Covid permettendo, potrebbe portare ulteriori soddisfazioni: «Dopo i due mesi estivi abbastanza positivi, ci accingiamo ad affrontare l’autunno anche con i vari gruppi stranieri. Le prenotazioni sia di tour operator che di agenzie e gruppi calabresi stanno aumentando. Certo con l’incertezza specie per il turismo straniero, totalmente assente lo scorso anno. Ma il telefono che squilla già dal mattino – confessa la Pietropaolo – fa ben sperare. Ogni giorno – aggiunge – ricevo conferme di come questo sito sta crescendo in termini di visibilità e notorietà grazie ai vari strumenti promozionali, internet, tv, carta stampata, o semplicemente con il passaparola, strumento efficacissimo di esperienza diretta. Il sito rupestre ed il museo annesso sono piccoli scrigni che custodiscono le memorie di un passato che cerchiamo di tutelare e conservare con grande amore».

Le grotte di Zungri

Note stonate

Ma non sono tutte rose e fiori. E la direttrice del Museo, da profonda conoscitrice del territorio, lo sa bene: «Le note negative non mancano purtroppo e non dovute alla gestione del sito, forse uno dei pochi che si distingue in tal senso. Tutt’altro. Noi compiamo ogni giorno un piccolo miracolo. Ma – evidenzia – l’assenza di segnaletica sulle strade provinciali e statali sono motivo di grande disappunto da parte dei visitatori. Più e più volte abbiamo fatto richiesta agli enti preposti ma il loro silenzio è assordante».

I cartelloni promozionali delle Grotte di Zungri

«Arrivare a Zungri è una impresa»

Lo sviluppo del comprensorio e delle sue ricchezze passa anche da strade che facilitano i collegamenti: «Eppure le Grotte di Zungri sono ormai una eccellenza calabrese e non si possono ignorare determinate richieste. Arrivare a Zungri sta diventando una impresa anche a causa dei vari navigatori che riportano indicazioni errate, strade sterrate e senza via d’uscita, tragitti lunghissimi ed impercorribili solo ed unicamente a causa della mancanza di cartelli stradali», fa rilevare la Pietropaolo.

Per implementare il turismo serve fare di più. Tra l’altro, la carenza di segnaletica risulta un problema atavico che si trascina da quarant’anni e più: «Un piccolo passo avanti in tal senso è stato compiuto grazie all’Anas con l’installazione di due pannelli giganti in prossimità delle due uscite autostradali principali da Nord e da Sud. Zungri ha compiuto il suo piccolo miracolo ma se le istituzioni preposte continuano ad ignorare questa realtà che ha bisogno di interventi strutturati per la salvaguardia delle grotte – conclude – tutto il lavoro fatto andrà perso e rimarrà solamente un bel ricordo».

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