lunedì,Febbraio 26 2024

“U Schiavaredu”, dalla leggenda alla storia nell’ultimo libro di Michele Furci

Il libro dello scrittore vibonese, verrà presentato giovedì 6 luglio alle 17.30 al santuario di Maria Santissima della Catena a Dinami

“U Schiavaredu”, dalla leggenda alla storia nell’ultimo libro di Michele Furci

Il periodo storico è quello in cui, sulle coste calabresi, imperversano le incursioni saracene e il libro ricostruisce, nel rispetto delle notizie storiche, quanto avvenne nelle contrade della costa vibonese che va da Nicotera a Tropea, Vibona, Pizzo e all’entroterra che si estendeva fino alle terre di Soreto. Intorno all’anno del Signore 552, i reduci del generale Belisario si erano stabiliti lungo il fiume Torno, quando si verifica un evento prodigioso: la liberazione dello Schiavaredu, lo Schiavetto, e di quanti erano incatenati con lui, grazie all’intervento miracoloso della Vergine Maria che spezza le catene di quanti erano stati fatti prigionieri dai Saraceni. Secondo un racconto popolare tramandato fino ai nostri giorni, improvvisamente il cielo si oscurò al punto che tutti, predatori e prigionieri, rimasero impietriti quando dall’oscurità comparve una scia luminosa dentro la quale appariva la Vergine Maria con in braccio il Bambino Gesù. Senza toccare terra, Maria si avvicinò al gruppo di giovani in catene sfiorando il primo di loro, U Sciavaredu. Le catene che tenevano legati i prigionieri si spezzarono improvvisamente fra l’incredulità generale. I Saraceni, sbalorditi da questo miracolo, scapparono lungo il sentiero che costeggiava il fiume Melanda, lasciandosi alle spalle per sempre il Casale del Torno.
La popolazione che in quel periodo abitava il luogo aveva origini prevalentemente greche e, dopo essersi ripresa dallo stupore, si mise ad esclamare: «Dynàmeis, Aghia Dunamis!». Da quel giorno gli abitanti hanno annodato i propri destini alla Vergine Maria della Catena e, memori delle catene spezzatesi , si chiamarono dinamesi ed in quel luogo iniziò ad essere venerata Maria Santissima della Catena.
Con l’avvio della venerazione prese il via anche il pellegrinaggio e in seguito, per via delle incursioni barbaresche nel XVI secolo, il culto si espanse in tanti paesi della Calabria con la titolazione di cappelle e chiese alla Madonna della Catena.
Il libro verrà presentato giovedì 6 luglio alle ore 17.30 presso il santuario di Maria Santissima della Catena in Dinami (VV). Dopo l’introduzione a cura di don Rocco Antonio Suppa, rettore del santuario, relazionerà Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte.

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