sabato,Maggio 15 2021

Zambrone, il Comune minaccia di ritirare la licenza agli operatori turistici morosi

Il sindaco L’Andolina batte cassa e concede 15 giorni di tempo per mettersi in regola con tributi e bollette: «Molti non pagano da anni». Immediata la protesta: «Siamo in crisi per il Covid, come facciamo»

Zambrone, il Comune minaccia di ritirare la licenza agli operatori turistici morosi

Sembra una guerra tra poveri quella scoppiata a Zambrone tra operatori turistici e Comune, che chiede il pagamento delle imposte comunali e dei servizi di erogazione di acqua potabile e rimozione dei rifiuti. Temi particolarmente dolenti in tempi di pandemia, che svuota non soltanto le casse di esercenti commerciali e imprenditori, ma anche degli enti pubblici che vedono le entrate ridursi progressivamente. Nei giorni scorsi dall’ufficio tributi sono partite una serie di diffide per «invitare gli operatori commerciali e turistici non in regola con i tributi locali a voler regolarizzare la propria posizione debitoria entro 15 giorni dal ricevimento della presente, in caso contrario saranno intraprese le iniziative previste dalla legge».

«Impossibile regolarizzare entro 15 giorni»

Tanto è bastato a fare salire la tensione, con molti imprenditori che protestano perché, nella richiesta, il Comune non avrebbe tenuto in considerazione il periodo drammatico determinato dall’emergenza sanitaria che ha inferto un duro colpo all’economia: «Abbiamo subito enormi perdite – scrive un operatore -. Il nostro settore sta attraversando uno dei periodi più bui». L’operatore turistico punta il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Corrado Antonio L’Andolina, che minaccia di revocare la licenza ai morosi: «Stiamo lottando con i denti e con le unghie per poter tenere attive le nostre aziende, e il Comune che fa? Ci invia una diffida per debiti maturati verso l’Ente, alcuni relativi all’anno 2020 -aggiunge -. Come facciamo a regolarizzare il tutto entro 15 giorni?».

La replica del sindaco

Chiamato in causa il primo cittadino spiega comeil 90% degli operatori turistici sia moroso da molto tempo. Alcuni non sono in regola per qualche centinaio di euro, ma altri non pagano le tasse da anni. Il sindaco ricorda come lo scorso anno la stagione turistica, seppur in ritardo e nel pieno della pandemia, sia comunque partita con presenze di tutto rispetto. «Quegli imprenditori che oggi criticano l’amministrazione, sono gli stessi che hanno usufruito del servizio idrico e della raccolta dei rifiuti. Servizi che il Comune deve corrispondere rispettivamente all’Ato e alla Sorical. Non siamo banche – aggiunge – non possiamo anticipare somme, le tasse vanno pagate, è un atto dovuto, ma ciò non vuol dire non andar incontro alle necessità dei nostri concittadini».

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