“Notturna e diurna”, trattativa in stallo. La Filcams-Cgil: «Avanti con lo sciopero»

Il sindacato di categoria definisce “negativo” il tentativo di conciliazione con l’azienda di vigilanza privata. Conseguenze a Vibo per il presidio di Inps, Asp, Eni e Tribunale

Il sindacato di categoria definisce “negativo” il tentativo di conciliazione con l’azienda di vigilanza privata. Conseguenze a Vibo per il presidio di Inps, Asp, Eni e Tribunale

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La protesta dei vigilantes davanti all'Asp di Vibo

Si è consumato, nel corso della riunione convocata in Prefettura a Catanzaro, quale tentativo di raffreddamento e conciliazione richiesto dalla Filcams Cgil Calabria, l’ennesimo strappo con l’Istituto di vigilanza “Notturna e diurna” di Catanzaro. A riferirlo in una nota è proprio il sindacato di categoria, spiegando che «si è cercato di affrontare i nodi della vertenza, facendo presente le criticità esistenti quali la permanenza dei ritardi nell’erogazione salariale e la violazione delle norme contrattuali in merito al godimento dei riposi e delle ferie maturate e non godute, così come la retribuzione delle ore di straordinario. Ma non solo: è stata una nostra esplicita richiesta la convocazione di un tavolo alla presenza degli enti pubblici appaltanti, e più precisamente dell’Inps regionale, della Regione Calabria, della Sacal, delle Aziende sanitarie di Vibo Valentia e Crotone, dell’Eni e del Tribunale di Vibo Valentia». Il sindacato mette in evidenza come «la risposta in merito dell’azienda, attraverso il suo rappresentante legale, è stata per noi inaccettabile e per nulla esaustiva, visto lo stato di prostrazione cui sono costretti i lavoratori. A questo punto, dopo mesi di trattative e mobilitazioni di protesta, nel tentativo di richiamare anche l’attenzione degli enti appaltanti i servizi di vigilanza privata, riteniamo che la misura sia ormai colma». Come Filcams Cgil Calabria, aggiunge il segretario generale Luigi Scarnati, «ci prepareremo anche attraverso la consultazione dei lavoratori del settore, nei territori di Cosenza, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, ad avviare tutte le procedure necessarie per l’indizione di uno sciopero. Come sindacato di categoria, riteniamo fondamentale che nel settore della vigilanza siano garantite norme e regole certe, che servono anche a garantire la sicurezza dei lavoratori, condizioni di lavoro dignitose e soprattutto un salario giusto e retribuito».

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