domenica,Settembre 19 2021

Porto di Vibo Marina, la Cgil convinta del forte ruolo attrattivo dello scalo

Il segretario dell’Area vasta Scalese: «Nell’asse con l’area industriale di Lamezia Terme, può assumere una funzione trainante nel sostegno all’economia dell’intera regione»

Porto di Vibo Marina, la Cgil convinta del forte ruolo attrattivo dello scalo
Una veduta dall'alto del porto di Vibo Marina

«Il dibattito sul Piano nazionale di ripresa e resilienza non può non tener conto di alcuni punti fondamentali che convergono sul binario delle infrastrutture. Dal prolungamento dell’Alta velocità ferroviaria (a 300 km/h) sulla Salerno-Reggio al potenziamento del Gioia Tauro, primo porto container italiano. Si tratta di opere decisive ed imprescindibili per la crescita del Sud in un disegno di rafforzamento della coesione e di rilancio dell’economia nazionale». È quanto afferma il segretario generale della Cgil Area vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese. [Continua in basso]

 «È fondamentale quindi – aggiunge il sindacalista – individuare e indirizzare le risorse necessarie a garantire al sistema portuale il potenziamento delle infrastrutture esistenti: i porti di Vibo Marina, Catanzaro Lido e Crotone. Il loro ampliamento sia a fini turistici, sia per la loro vocazione industriale e commerciale significa sfruttare fino in fondo la funzionalità di un’area intorno a questi territori – afferma ancora il segretario generale della Cgil Area Vasta -. Il punto di partenza è il ruolo attrattivo di sviluppo ricoperto dall’area portuale di Vibo che nell’asse con l’area industriale di Lamezia Terme, può assumere una funzione trainante nel sostegno all’economia dell’intera regione. In virtù delle potenzialità del raccordo operativo dei porti di Vibo e Crotone, con Gioia Tauro, l’Autorità portuale può abbracciare l’intera area centrale della Calabria nel Piano Operativo Triennale 2021 – 2023 con una serie di opere pubbliche, che puntano a raggiungere questo obiettivo e ad incentivare possibili insediamenti aziendali, e parliamo di 18 milioni di euro per la messa in sicurezza. Servono risorse anche al fine di preparare le ottimali condizioni di viabilità, illuminazione e canalizzazione delle acque, necessarie a stimolare l’investimento di imprese nazionali ed internazionali in loco».

La Zes (Zona economiche speciali) di Vibo e Lamezia, quindi, dovrebbe essere uno dei punti di forza per lo sviluppo economico dell’intera regione. La grande superficie demaniale (circa ben 800 ettari) disponibile per l’insediamento di nuove imprese e/o l’ampliamento di quelle esistenti, l’immediata prossimità all’area portuale, sia del terminal contenitori, del terminal ferroviario, del terminal gomma ed anche del terminal automobilistico, sono, a parere di Scalese, «tutti fattori che rendono la Zes strumento particolarmente idoneo ad un piano di attrazione di investimenti sia locali che esteri. Fiscalità agevolata, processi burocratici snelliti, rapidità delle finalizzazioni procedurali, elasticità del mercato del lavoro. Ma anche il valorizzare un polo logistico intermodale complesso e completo: nave, ferro, gomma, azienda.  Il sistema di trasporto che guarda alle “vie del mare” rappresenta, infatti, per l’area centrale della Calabria occasione di sviluppo e crescita: solo inserendo nei programmi a questo finalizzati anche le strutture portuali si potranno, infatti, intercettare i flussi economici derivanti dal sistema di trasporto navale e le rotte del turismo crocieristico internazionale, bene prezioso per un vasto territorio a forte vocazione turistica – conclude Scalese -, in cui si deve mirare alla riqualificazione dei centri urbani, al recupero delle periferie e dei centri storici, alla messa in sicurezza del patrimonio immobiliare pubblico e alla ristrutturazione del patrimonio immobiliare in generale».

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