venerdì,Luglio 30 2021

«Ristori inutili, non c’è alternativa all’apertura»: parlano i ristoratori in protesta – Video

Davanti alla Prefettura di Vibo Valentia la mobilitazione di una delle categorie più penalizzate dalle misure restrittive

«Ristori inutili, non c’è alternativa all’apertura»: parlano i ristoratori in protesta – Video
La protesta dei ristoratori davanti alla Prefettura di Vibo Valentia

Sono esasperati i ristoratori di Vibo Valentia che stamattina hanno manifestato davanti alla Prefettura per gridare il loro bisogno di aiuto. Le loro attività sono chiuse da troppi mesi e i creditori continuano a bussare alle loro porte. Le utenze, gli affitti, i mutui da pagare e i ristori che non hanno coperto neppure un decimo delle spese. Davanti all’Ufficio territoriale del Governo qualche tavolo apparecchiato. È il  simbolo della protesta di chi chiede solo di lavorare e in sicurezza. «Hanno calpestato i nostri diritti – dice Mimmo Lo Bianco –, noi vogliamo riaprire per non buttare al vento anni di sacrifici e impegno. Se lo Stato ci avesse garantito dei sostegni adeguati saremmo rimasti a casa, ma così non possiamo più andare avanti. È una questione di sopravvivenza», conclude il ristoratore.

Ristoratori a rischio tracollo

E già da domaniqualcuno azzarderà un’apertura come conferma l’avvocato Sidney Arena, coordinatore del gruppo “zona bianca”, un movimento nazionale che punta alla riapertura di bar e ristoranti e che a Vibo ha già raccolto oltre 100 adesioni. «Consegneremo al prefetto Francesco Zito un documento che contiene le legittime richieste dei titolari di attività ristorative, la categoria maggiormente colpita. Chiedono la riapertura dei locali con l’adozione dei protocolli di sicurezza. «In questi mesi- ha sottolineato illegale – hanno accumulato debiti che prima o poi dovranno pagare. Molte famiglie sono sul lastrico» denuncia Sidney Arena che parla di categoria dimenticata, come dimenticati sono i lavoratori dell’indotto, dai musicisti ai produttori di materia prima fino alla filiera del matrimonio.

«Fateci riaprire o moriremo di fame»

Sulla decisione di autoproclamarsi zona bianca e riaprire rischiando una sanzione di 400 euro, l’avvocato spiega: «O riaprono o rischiano di far morire le loro attività». Nella lettera consegnata al capo dell’ufficio territoriale del Governo la richiesta di «risarcimento dei danni cagionati dalle misure restrittive, l’attribuzione del reddito di cittadinanza e l’annuncio di un’azione giudiziaria collettiva». A farsi portavoce della protesta Roberto Cagigi che punta il dito contro le istituzioni e in particolare i parlamentari vibonesi, che a suo dire non avrebbero tutelato la categoria dei ristoratori che rischia il tracollo: «Come si può pensare che con 900 euro di ristori avremmo potuto far fronte alle spese, dalla tassa sui rifiuti agli affitti, fino alle bollette di luce e gas?».  

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