mercoledì,Settembre 22 2021

Short list, Lorenza Scrugli torna alla carica: «Criteri discrezionali hanno orientato le scelte»

Sotto accusa finisce nuovamente la dirigente Adriana Teti che ha risposto alle richieste del consigliere comunale dopo 40 giorni in maniera giudicata «insufficiente»

Short list, Lorenza Scrugli torna alla carica: «Criteri discrezionali hanno orientato le scelte»
Lorenza Scrugli

Una risposta che si è rivelata «insufficiente» a fugare i tanti dubbi che si sono addensati sulla procedura della short list per l’individuazione di tre figure di esperti chiamati a programmare e gestire i fondi europei e regionali per conto del Comune di Vibo Valentia. Quella fornita dalla dirigente di settore Adriana Teti a distanza di circa 40 giorni alle richieste del consigliere Lorenza Scrugli (Vibo da vivere), di certo non ha convinto quest’ultima che, nella recente seduta della IV commissione, ha sollevato nuovamente una questione che ha tenuto banco per giorni dalle parti di Palazzo Luigi Razza.

Vicenda sulla quale la Teti sarà sentita nuovamente – così come era avvenuto nelle scorse settimane – proprio in seno all’organismo consiliare, per fornire di persona le sue spiegazioni, finora, come detto, ritenute «lacunose». Dal canto suo l’esponente dell’opposizione si dice «determinata ad andare fino in fondo» e a chiedere «i chiarimenti del caso in tutte le sedi».

Nel mirino i criteri che hanno portato all’individuazione delle figure degli esperti. Criteri definiti senza troppi giri di parole «del tutto discrezionali». A riprova di ciò, secondo la Scrugli, vi è la risposta alla sua richiesta di acquisizione degli atti che ritiene a dir poco «evasiva e che per certi versi un’ammissione totale del principio di discrezionalità che ha orientato le scelte».

In particolare i passaggi della risposta della Teti che recitano: «per la nomina della Commissione non è previsto specificatamente il tipo di provvedimento, per cui la determina da lei richiesta non è essenziale essendo sufficiente una disposizione di servizio (che è stata fatta); la commissione ha verificato solamente il possesso dei requisiti, senza nessuna valutazione individuale, individuando in stretto ordine alfabetico gli idonei e i non idonei; la scelta dei professionisti è stata effettuata dalla scrivente con determina, avuto riguardo delle esperienze lavorative riportate nei curricula, del rispetto dei principi di rotazione richiamati dalla vigente normativa e dei precedenti incarichi».

Infine, per quanto concerne la scheda ministeriale di autorizzazione all’utilizzo dei fondi Pon per il pagamento di esperti esterni, la risposta della dirigente è la seguente: «Per quanto concerne i fondi per il pagamento degli esperti, all’interno del Pon è prevista una percentuale, riportata sotto la voce Ucs (Unità di costo standard) pari al 15%, che non richiede nessuna approvazione preliminare; il calcolo effettuato copre abbondantemente i compensi determinati che si aggirano intorno ai 28mila euro».

Dunque, riepilogando, nessuna determina per l’individuazione della commissione ma una disposizione di servizio; professionisti scelti «senza alcuna valutazione individuale» ma sulla base dei requisiti e in ordine alfabetico; utilizzo dei fondi senza alcuna esplicita autorizzazione del soggetto finanziatore. Tutto messo nero su bianco dalla dirigente. «Ce n’è abbastanza – asserisce Lorenza Scrugli – per documentare un ampio margine di discrezionalità rispetto al quale la politica tutta dovrebbe ribellarsi».

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