sabato,Settembre 18 2021

Comune di Vibo e politiche sociali: rinnovato l’incarico a tre esterni per oltre centomila euro

Dieci giorni al mese di lavoro per la cifra di 312,50 euro al giorno per un anno. Le selezioni e le modifiche al bando avevano scatenato nei mesi scorsi un mare di polemiche

Comune di Vibo e politiche sociali: rinnovato l’incarico a tre esterni per oltre centomila euro

Prorogato per un anno da parte dell’amministrazione comunale di Vibo Valentia, guidata dal sindaco Maria Limardo, l’incarico ad Antonietta Dominello (coordinatrice dell’Ambito Territoriale per i servizi sociali di Locri), a Fabiola Ursino (assistente sociale) ed a Nicola Lo Torto (avvocato, candidato consigliere più volte, nel 2010 con la lista di centrodestra “D’Agostino per Vibo”, nel 2015 con la lista di centrosinistra “Lo Schiavo Sindaco” e due anni fa con la lista “Servire Vibo” a sostegno di Maria Limardo). Somma prevista e impegnata 112.500 euro complessiva da dividere fra i tre professionisti. Questo anche perché «nel corso dello svolgimento del loro compito, i suddetti soggetti hanno dimostrato – si legge nella determina – una considerevole conoscenza di tutte le iniziative e progetti proposti, sia a livello nazionale che regionale, fornendo molto spesso la loro consulenza anche in attività al di fuori del loro incarico». Questo, almeno, quanto messo nero su bianco dalla dirigente del settore Politiche sociali di “Palazzo Luigi Razza” Adriana Teti nella determina con la quale viene stabilita la prosecuzione del rapporto di lavoro con i tre professionisti, dopo che inizialmente erano stati assunti per soli tre mesi e il loro incarico doveva terminare lo scorso 30 giugno. [Continua in basso]

La dirigente Adriana Teti

Nella stessa determina viene ricordato che, con un precedente atto, datato 18 marzo 2021, è stata approvata la short list «finalizzata all’individuazione di una o più figure di supporto al Rup (Responsabile unico del procedimento, che è la stessa Teti) nelle attività amministrative, monitoraggio e rendicontazione dei finanziamenti nel campo sociale in favore dell’Ambito Territoriale di Vibo Valentia (meglio conosciuto come Distretto socio-assistenziale)», di cui il Comune capoluogo è ente capofila di 14 enti locali del Vibonese. Con successiva determina, del 23 marzo 2021, sono state poi «individuate le figure professionali a cui affidare l’incarico di supporto per il sostegno all’inclusione attiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, sino al 30 giugno, data di scadenza delle schede Pon programmate, con la possibilità di un eventuale rinnovo sino al nuovo termine del progetto Pon». E poiché le attività del Pon Inclusione 2014-2020 sono state prorogate al 31 dicembre 2021, è stato deciso di rinnovare l’incarico anche ai tre professionisti», pure in considerazione del fatto che «all’interno del personale in forza all’ambito non sono presenti figure in grado di svolgere detti compiti». Anche tale assunto messo nero su bianco dalla dirigente comunale Adriana Teti

L’incarico rinnovato comprende – si legge nella determina a firma della dirigente – «la prosecuzione delle attività svolte sul Pon Inclusione, anche per il supporto al monitoraggio ed alla rendicontazione a valere sullo stesso e l’estensione delle attività di supporto specialistico per gli adempimenti in carico all’Ufficio di Piano in relazione ai programmi e progetti nazionali e regionali nel campo del sociale, che possano consentire una maggiore offerta di servizi per l’utenza». Detti incarichi rivestono carattere provvisorio e, precisamente, per la durata di mesi 12 a decorrere dalla data del 17 luglio 2021».

Dieci giorni di lavoro a 312,50 euro al giorno senza orari

Alla luce, inoltre, delle attività «da svolgere e  all’ampliamento dei compiti, ciascun esperto lavorerà un massimo di dieci giorni mensili e sarà retribuito per una cifra pari a 312,50 euro al giorno. Inoltre, le prestazioni saranno rese senza alcun vincolo di orario di lavoro ed in totale autonomia per quanto concerne l’individuazione dei giorni, fatte salve le esigenze dell’Ambito che potrà richiedere la presenza presso la propria sede in caso di necessità». Va detto, inoltre, che tale decisione è stata assunta con il parere favorevole della Conferenza dei sindaci che «ha approvato -assicura la Teti – l’estensione dell’incarico ai tre esperti esterni per il periodo di un anno». [Continua in basso]

Un passo indietro e le modifiche della Teti

Per comprendere meglio la genesi della storia serve fare un passo indietro e ricostruire sommariamente alcuni passaggi. Il termine per presentare la domanda e concorrere alla selezione della short list per la progettazione e gestione delle politiche sociali, inizialmente era fissato per il 9 novembre del 2020. Agli aspiranti venivano richiesti requisiti di carattere generale, ma soprattutto una «esperienza professionale non inferiore a 6 anni con competenze teorico pratiche maturate nell’attività di gestione, studi di fattibilità e progettazione, monitoraggio, coordinamento, rendicontazione, connessi ai fondi regionali ed europei, conoscenza ed esperienza operativa sulla rete intranet dei vari fondi» senza, però, fare nessun cenno al possesso di specifica qualifica professionale o iscrizione ad albi.  Il 13 novembre, la dirigente Adriana Teti emanava un atto qualificato come «precisazioni all’avviso del 23 ottobre 2020 e riapertura termini» in cui modificava i criteri di predisposizione della short list, fissando un nuovo termine per le candidature al 23 novembre. Con ulteriore atto del 18 dicembre e qualificato, stavolta, come «modifica parziale e riapertura termini», la Teti fissava un nuovo termine per la presentazione delle candidature al 24 dicembre (solo 6 giorni dopo). Questo perché, «è opportuno modificare parzialmente i requisiti richiesti eliminando l’anzianità minima di sei anni nei campi oggetto degli incarichi» perché fino ad allora erano risultati idonei solo in quattro. Per la Teti «tale numero deve intendersi esiguo e tale da non consentire all’Ambito una scelta sufficientemente ampia».

Le accuse

Un mare di polemiche. La scelta dell’amministrazione Limardo di procedere a suo tempo alla pubblicazione di un avviso pubblico per la creazione di una short list finalizzata all’individuazione di figure a supporto al Rup nelle attività amministrative dei fondi regionali ed europei, è infatti finita sotto una montagna di accuse e critiche. Sono state soprattutto le forze politiche di opposizione ad andare  all’attacco chiedendo chiarimenti sugli atti e sulle discrasie che hanno caratterizzato il procedimento che ha poi portato all’assunzione di tre professionisti, incarico inizialmente in vigore fino al 30 giugno scorso, e adesso prorogato di un anno. In particolare, all’epoca è stato chiesto conto soprattutto della compatibilità delle continue modifiche dell’avviso pubblico apportate dalla dirigente.
«Un atto vile nei riguardi dei cittadini vibonesi è la sintesi del vero spirito che anima l’attuale maggioranza di centrodestra». Questo il commento del coordinamento cittadino e del gruppo consiliare del Pd nell’immediatezza della vicenda e delle polemiche per l’incarico assegnato dall’amministrazione ai tre professionisti. Ma anche il Codacons e l’avvocato Claudio Cricenti hanno preso posizione e hanno presentato formale richiesta di accesso agli atti della procedura che ha portato alla creazione della short list. Questo per un applicare un principio  «di trasparenza, specie laddove in gioco vi siano procedure concorsuali comparative che, rivolgendosi, ai candidati fanno maturare l’aspettativa ed il legittimo affidamento che la meritocrazia divenga metodo d’elezione per formare la classe dirigenziale del presente e del futuro. D’altronde è la legge a prevedere ciò», le parole all’epoca del Codacons. [Continua in basso]

I tre incaricati

Maria Limardo
Maria Limardo in campagna elettorale

Antonella Dominello fin da subito era risultata avere i requisiti di esperienza richiesti, mentre l’assistente sociale di Caulonia Fabiola Ursino era stata una tra le prime a presentare la domanda, il 5 novembre dello scorso anno (prima delle modifiche dei requisiti e delle varie riaperture dei termini) e, quindi, ben consapevole di non avere i 6 anni di anzianità nel campo richiesto. Ma poi tutto è stato modificato dalla dirigente Teti ed è rientrata pure la Ursino. Nicola Lo Torto, infine, oltre alle candidature a consigliere comunale già ricordate (2010 con il centrodestra e la lista “D’Agostino per Vibo”, nel 2015 con la lista di centrosinistra “Lo Schiavo Sindaco”, nel maggio 2019 di nuovo con il centrodestra a sostegno di Maria Limardo ma senza essere eletto), fra il 2012 ed il 2014 era uno degli esperti giuridici della Fondazione Field e ha prestato attività lavorativa in Calabria Etica. Alle critiche per le procedure di selezione e la spesa aveva risposto il sindaco Maria Limardo ribadendo la “trasparenza delle scelte”.

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