giovedì,Agosto 18 2022

Comunali a Serra San Bruno, il Pd verso “l’opzione Reitano”

Il segretario cittadino dei democrat gode della stima di Censore e della componente che fa riferimento a Loiacono. Nel centrodestra braccio di ferro tra Salerno e Mangialavori.

Comunali a Serra San Bruno, il Pd verso “l’opzione Reitano”

Il centrosinistra avrebbe scelto: sarebbe il segretario cittadino del Partito democratico, Reitano, il candidato a sindaco dello schieramento. Alla fine, grazie soprattutto alla mediazione del parlamentare Bruno Censore, la quadratura del cerchio sarebbe stata trovata. Saltate le ipotesi che portavano al consigliere comunale di minoranza Rosanna Federico (che si aspettava di essere investita dell’incarico in quanto ha retto il vessillo del Pd in una fase di estrema difficoltà), invisa all’ex sindaco Raffaele Lo Iacono, e Michela De Francesco (che avrebbe incrociato il veto dei “censoriani duri e puri” per i quali è “incandidabile” in quanto suo marito, Raffaele Masciari, alle precedenti comunali si è presentato con un lista contrapposta a quella allestita da Censore).

Al momento usiamo solo il condizionale poiché si tratterebbe di un accordo di massima, privo ancora dei crismi dell’ufficialità. Ma la “proposta Reitano” sembra avere la benedizione di Censore, il placet delle varie anime del partito, e l’assenso delle altre forze e movimenti che compongono il centrosinistra. Dal canto suo, il diretto interessato, ha voluto precisare: «Non sono io il candidato a sindaco. Infatti, non c’è alcuna comunicazione ufficiale del centrosinistra. Nel corso dell’ultima riunione nessun identikit è stato tracciato sulla figura del capolista, ma si è parlato di un progetto che vede la presenza di numerosi aspiranti consiglieri che hanno abbracciato un progetto politico in itinere, oggetto dell’attuale dibattito politico».

Più complicato il quadro dall’altra parte della barricata. Qui a pesare sono i contrasti, sul piano provinciale, tra i due consiglieri regionali di Forza Italia, Nazzareno Salerno e Giuseppe Mangialavori. Il primo vuole continuare a dettare legge nel suo feudo, il secondo ha l’ambizione di far valere il proprio ruolo di coordinatore provinciale del partito. Con una rimarchevole differenza: Mangialavori ha diversi nomi da spendere. Si parla, ad esempio, del noto penalista Michele Ciconte e del sindacalista Ugl Domenico Zaffino. Al contrario, Salerno, allo stato, può giocarsi solo la carta Bruno Rosi. Tuttavia, le quotazioni di una possibile riconferma del sindaco uscente sono in ribasso. Quindi, secondo fonti vicine all’uomo forte del centrodestra, sarebbe pronto a trattare. E siamo solo all’inizio.

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