Elezioni provinciali, partito il conto alla rovescia: la guida alle urne e le ultime dichiarazioni di voto

Cinquecentotrentuno gli amministratori vibonesi chiamati ad esprimersi sul rinnovo del consiglio provinciale e a scegliere tra i candidati alla presidenza Schinella e Solano. Ecco tutto quello che c’è da sapere  

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Cinquecentotrentuno gli amministratori vibonesi chiamati ad esprimersi sul rinnovo del consiglio provinciale e a scegliere tra i candidati alla presidenza Schinella e Solano. Ecco tutto quello che c’è da sapere  

Da sinistra Schinella e Solano
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Conto alla rovescia attivato in vista delle elezioni provinciali di Vibo Valentia, in programma nella giornata di domani, mercoledì 31 ottobre. Gli amministratori locali dei comuni vibonesi (ad eccezione di quelli commissariati: Briatico, Limbadi, Mileto, Nicotera e San Gregorio d’Ippona) saranno chiamati ad esprimersi sul rinnovo del consiglio provinciale e sull’elezione del presidente dell’Ente intermedio, dopo la decadenza dell’ultimo presidente Andrea Niglia, seguita allo scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi del Comune di Briatico, il cui mandato sarebbe comunque giunto a scadenza naturale quest’anno. 531 gli amministratori aventi diritto al voto che confluiranno nel seggio allestito nell’aula consiliare di Palazzo Ex Enel dalle 8 alle 19 di domani, provenienti da 45 comuni: 1 di fascia E, oltre i 30mila abitanti, Vibo Valentia (con un peso del 20% sul corpo elettorale in virtù del voto ponderato); 4 di fascia C da 5mila a 10mila abitanti, Filadelfia, Pizzo, Serra San Bruno e Tropea (dal 4% al 5% cadauno); 6 di fascia B da 3mila a 5mila abitanti, Cessaniti, Ionadi, Ricadi, Rombiolo, San Calogero, Sant’Onofrio (2% in media) e i restanti 34 comuni di fascia A fino a 3mila abitanti (da 0,4% a 1,5%). (L’articolo prosegue sotto la pubblicità)

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Due, come noto, i candidati alla guida dell’Ente. Da una parte il sindaco di Stefanaconi Salvatore Solano, avvocato, 39 anni, con trascorsi nel Pd e ora sostenuto da una coalizione di centrodestra a guida Forza Italia, costituita inoltre da Lega, Fratelli d’Italia, Movimento nazionale per la sovranità e Vibo Unica nonché da frange civiche; dall’altra il 35enne giornalista Antonino Schinella, sindaco di Arena, espressione del Partito democratico che godrà però anche del sostegno “esterno” da parte di una lista ispirata dall’ex presidente della Provincia Francesco De Nisi. Due anche le formazioni a sostegno di Solano, con “Rinascita vibonese” e “Forza Civica” a schierare 15 candidati in tutto, mentre sull’altro fronte le liste “Pd” e “Civilmente impegnati” conteranno su 20 candidati, sebbene tre esponenti della seconda lista – in quota Udc – hanno manifestato esplicitamente la volontà di non concorrere attivamente alle consultazioni in aperta polemica con il promotore dell’aggregazione De Nisi. Pertanto i nomi di sindaci di Dinami e Spadola, Gregorio Ciccone e Cosimo Damiano Piromalli, e quello dell’assessore dinamese Rosa Emanuela Campagna, compariranno ugualmente sulla scheda – avendo l’ufficio elettorale provinciale rigettato la loro richiesta di esclusione giunta a termini scaduti – e gli interessati potranno eventualmente rinunciare all’elezione ad urne chiuse. 

Non le uniche grane per lo schieramento di centrosinistra guidato da Schinella in vista del voto. A suscitare polemiche è soprattutto l’ipotesi, ormai corroborata oltre ogni ragionevole dubbio, sull’orientamento assunto dai consiglieri comunali eletti con il centrosinistra al Comune di Vibo Valentia che sosterranno lo schieramento avversario in ragione di un accordo politico, che i referenti del gruppo Pd Vito Pitaro e Giovanni Russo hanno raggiunto insieme all’ex presidente del consiglio comunale Stefano Luciano con il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori. Un duro colpo per la cordata a sostegno del sindaco di Arena che perde voti decisivi per contrastare le liste avversarie sul principale terreno di scontro: quell’emiciclo di Vibo Valentia nel quale in ragione del coefficiente di popolazione un voto vale più di sette volte rispetto a quello di un comune fino a 3000 abitanti. A mantenere saldo il vessillo del centrosinistra saranno i consiglieri comunali del gruppo Progressisti per Vibo che fanno riferimento al già candidato a sindaco Antonio Lo Schiavo il quale, alla vigilia, si è espresso a favore della candidatura di Schinella con una pubblica dichiarazione di voto. «Come consigliere comunale della città capoluogo – spiega Lo Schiavo -, in quanto candidato a sindaco del centrosinistra, sarò chiamato ad esprimere il mio voto e pur non avendo condiviso in questi anni le scelte del Pd, scelte che anzi hanno portato alla nascita dei “Progressisti per Vibo”, rispetterò con coerenza il mandato elettorale dei cittadini, che mi hanno votato come candidato alternativo al centrodestra e all’amministrazione Costa. E lo farò a maggior ragione oggi, nel momento di massima debolezza del centrosinistra. Non so come andrà a finire, ma indipendentemente dal risultato sosterrò convintamente l’avvocato Maria Fiorillo, che in questi anni è stata vicina alle battaglie del nostro gruppo consiliare, ed è, ad oggi, l’unica candidata nel consiglio comunale di Vibo all’opposizione dell’amministrazione Costa. Così come sosterrò convintamente Antonino Schinella, che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare, quale giovane e capace sindaco di Arena, rappresentante di tanti  giovani amministratori del partito democratico (e non solo), a cui spetta il compito di ricostruire un’alternativa al pensiero dominante di una destra, pericolosa, intollerante che sta egemonizzando la società italiana, radicandosi nei territori e pervadendo ogni aspetto della vita civile di questo paese. Queste elezioni provinciali il centrosinistra vibonese le potrà vincere o perdere: l’importante è che da questa vicenda si possa chiudere con i tanti, troppi errori del passato e aprire una nuova stagione politica». (L’articolo prosegue sotto la pubblicità)

Sul fronte opposto un ultimo appello al voto è giunto dal Movimento nazionale per la sovranità, presente nella competizione con Giuseppe Policaro in ragione di un accordo politico tra Mns e “Vibo Unica” nella lista civica “Rinascita vibonese”. «Vogliamo portare all’interno degli enti intermedi – affermano in una nota congiunta i commissari provinciali di Vibo e Catanzaro, Salvatore Bulzomì e Giovanni Mirarchi – una vigorosa azione a favore del territorio e delle sue popolazioni in chiave sovranista ovvero proponendo l’organizzazione di strutture di partecipazione e di consultazioni per supplire al mancato diritto di voto popolare cancellato dalla Legge Delrio». Policaro spiega poi che «Il nostro primo atto se eletti sarà quello di proporre sostanziali modifiche allo statuto dell’ente, in modo che siano inserite strutture di consultazione e di partecipazione, per concorrere alle scelte di bilancio secondo le modalità connesse al bilancio partecipato nonché alle scelte di politiche sociali, introducendo il quoziente famigliare che dovrà caratterizzare le scelte fiscali. Ci batteremo affinché l’Ente ritorni ad essere protagonista sul territorio attraverso l’istituzione di una Agenzia per i beni comuni che sviluppi anche progetti di formazione per creare competenze e opportunità di lavoro. Nel nostro mandato sovranista – aggiunge il consigliere comunale di Vibo – c’è anche il monitoraggio sullo stato della viabilità e dell’edilizia scolastica degli istituti superiori con l’obiettivo di redigere un piano di risanamento ma anche per rispondere alle nuove esigenze emerse facendo ricorso alle nuove tecnologie. Apriremo, facendo appello ai consiglieri eletti, una vertenza Provincia, che avrà come oggetto principale le risorse necessarie ed adeguate a svolgere le funzioni proprie. Ed è una vertenza – conclude – che avrà come interlocutori sia il Governo sia la Regione».

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