Tropea, Pietropaolo annuncia le dimissioni: verità o ennesima provocazione?

Il consigliere di minoranza si dice pronto a cedere il posto al coordinatore provinciale della Lega Piserà. La provocazione, però, è sempre stato il suo modo di stimolare il dibattito politico

Il consigliere di minoranza si dice pronto a cedere il posto al coordinatore provinciale della Lega Piserà. La provocazione, però, è sempre stato il suo modo di stimolare il dibattito politico

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Piccoli movimenti tellurici nell’opposizione al sindaco Macrì. Sono quelli generati dalla decisione di Massimo Pietropaolo, consigliere di minoranza eletto lo scorso 22 ottobre tra le file della compagine Rinascita per Tropea, guidata da Peppino Romano. Pietropaolo, infatti, con un post pubblicato su Facebook nelle scorse ore, ha annunciato le dimissioni: «Cari Concittadini di Tropea – si legge sul social -, dopo attenta riflessione, mi sono reso conto che, per il momento, fare il Consigliere comunale, per me, è difficile e complicato. Ringrazio i 322 tropeani che mi hanno dato l’onore di rappresentare la nobile e generosa Città di Tropea. Lascerò presto e volentieri il mio posto di consigliere comunale al primo dei non eletti: Antonio Piserà, tropeano doc, che certamente porterà avanti meglio di me il mandato elettorale. Questo è il mio regalo di Buon Natale e felice anno 2019 alla nostra amata città. La vita continua. Pace e bene a tutti». Pietropaolo, quindi, ha intenzione di lasciare il posto a un “tropeano doc”, il coordinatore provinciale della Lega, Antonio Piserà. La definizione fornita dal dimissionario consente anche di intuire i motivi che sarebbero alla base della decisione, come confermato dallo stesso: «Molti mi rimproverano di non essere tropeano doc, di essere uno “straniero”, uno che, per “nascita”, non ha la possibilità di esprimersi sulla città, quindi in questo clima ritengo di non poter svolgere serenamente il mio ruolo. Speravo – continua – in un nuovo modo di fare politica, in un nuovo atteggiamento da parte di alcuni cittadini di Tropea, ma vedo che l’andazzo è sempre lo stesso, tutto procede come prima, non vedo cambiamenti soprattutto nel concepire la cosa pubblica, quando faccio delle proposte politiche o amministrative, vengo attaccato sul piano personale». La decisione (non ancora ufficializzata) ha provocato una piccola scossa nella politica tropeana, con tutta probabilità proprio come era nelle intenzioni del consigliere stesso. Chi conosce Pietropaolo, infatti, sa che per lui non esistono messe misure: tanto schivo nel privato, quanto esuberante sul palcoscenico pubblico. Il “professore” ha fatto della provocazione il suo credo e, probabilmente, le dimissioni sono solo l’ultima di una lunga serie. D’altronde le sue stesse parole non sembrano quelle di chi se ne va sbattendo le porte: «Se nei primi mesi del nuovo anno si creerà un clima più disteso, allora continuerò. Ma se va avanti così lascerò, anche perché chi mi segue svolgerà meglio di me questo mandato».

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