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Il coordinatore cittadino Cesella Gelanzè annuncia l’avvio di una raccolta firme per chiedere, ai sensi dello statuto, una seduta dell’assemblea civica aperta al contributo dei cittadini 

Il coordinamento provinciale della Lega di Vibo
Politica

«Un dibattito finto tiene banco ancora tra i partiti e i loro rappresentanti sulla situazione politica della nostra città circa e la sua Amministrazione. Sindaco si, sindaco no. La margherita perde i suoi petali senza che una soluzione compaia all'orizzonte. A meno che si possa definire una soluzione il traccheggiare mandando  per le lunghe, in modo da non prendere o meglio, ritardare la decisione fino a quando il commissariamento sia, allo scadere dei termini, irrinunciabile per legge. Inqualificabile politica. Indecente politica. E la città affonda». Il coordinamento cittadino della Lega Salvini di Vibo Valentia torna all’attacco stigmatizzando l’attuale fase politica che vede la situazione in stallo dopo l’azzeramento della giunta operata dal sindaco Costa e i tentativi di allargamento della maggioranza sulla base di un programma di fine mandato. Per Cesella Gelanzè, coordinatrice cittadina della Lega. «“Democrazia partecipata” è una locuzione molto in uso nel linguaggio politico e giornalistico negli ultimi tempi, poco in verità nella nostra realtà. Se poi si parla di “Democrazia partecipata dei cittadini”, la faccenda si complica ulteriormente, almeno qui da noi. La possibilità che tutti coloro che siano interessati da decisioni pubbliche vengano consultati e si possano esprimere in merito, non fa parte del nostro costume. Un aiuto, però, viene offerto alla cittadinanza dallo statuto comunale della città che promuove la partecipazione popolare. Dunque, la richiesta di un’assemblea pubblica in cui eletti e cittadini si possano confrontare, con gli amministratori che parteciperebbero come a un consueto consiglio comunale e i cittadini che potrebbero intervenire con domande e proposte potrebbe trovare attuazione. Stiamo parlando di un consiglio comunale aperto ai cittadini». La Gelanzè spiega che «la Lega cerca il contatto diretto con la gente, quella che lavora e quella che il lavoro lo cerca, quella che ancora studia e spera nel futuro e quella che vive l'età in cui la pensione dovrebbe consentire una vita soddisfacente. La Lega - aggiunge - non vive al chiuso delle stanze in cui argomento di discussione è la spartizione di poltrone, incarichi e candidature. La lega ascolta, vede e usando “buon senso” procede a formulare quelle proposte da cui trarre le soluzioni ai problemi più urgenti e ad usare il merito e la professionalità come metro di giudizio per gli incarichi di responsabilità. Questo avviene là dove già la Lega governa da tempo. Per offrire la prova tangibile, dunque,  che i cittadini desiderino realmente incontrare i loro amministratori per dialogare - conclude il coordinatore cittadino -, porre quesiti e proposte sulla propria città, la Lega di Vibo organizzerà una raccolta firme finalizzata alla convocazione di un consiglio comunale aperto e partecipato. Si chiama Democrazia partecipata e forse riuscirà ad indicare la strada da percorrere a chi attualmente, si trovi dentro o fuori il governo, non vuole seguire quella naturale del ritorno alle urne». 

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