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Esplicito invito al senatore di Forza Italia dall’esponente dello stesso partito: «Non possiamo permetterci scelte pilatesche. Significherebbe calpestare l’intelligenza e la pazienza dei cittadini»

Politica

«Forza Italia, partito di riferimento del territorio, non può compromettere la sua credibilità marchiando con la motivazione della contingenza un’operazione che, qualora andasse in porto, darebbe vita a una insanabile frattura, dal risultato imprevedibile, tra la società civile e la politica. Non si può non tenere conto dei riflessi negativi che una scelta sbagliata produce in termini di rapporto con le forze politiche e con l’opinione pubblica quando da quattro anni unanimi, palesi e costanti sono stati i giudizi negativi, confortati per la verità da pessimi risultati, sul governo Costa». È quanto afferma in un comunicato stampa l’esponente di Forza Italia e già consigliere regionale Alfonsino Grillo. Destinatario del suo intervento è, evidentemente, il senatore e coordinatore provinciale del partito Giuseppe Mangialavori, esplicitamente invitato a porre fine a quello che lo stesso Grillo definisce un «angosciante stillicidio». Lo stesso Grillo spiega: «non ho condiviso dal primo minuto la scelta di ritirare la pattuglia di assessori mantenendo in piedi la fiducia. Questo perché non hanno senso le mezze misure, prescindendo, ma non troppo, dal fatto che non ha un briciolo di credibilità chi ha dimostrato di essere privo di disciplina morale ancora prima che dignità politica. E dunque o si ha il coraggio di andare avanti affrancando la posizione nella maggioranza incidendo sui processi e nelle scelte del governo della città, adoperandosi quotidianamente e costantemente alla soluzione dei problemi, oppure, come questi casi esigono, favorire il bene superiore - inteso come interesse collettivo e non già dei singoli - ricorrendo all’unico strumento democratico a disposizione, il voto».

Prosegue l’ex consigliere regionale: «Le scelte che stigmatizzano comportamenti pilateschi, ad un partito come Forza Italia non sono consentite, né si perdonano, specialmente quando di mezzo c’è la vita reale delle persone e la storia di una città che rischia di perdere anche quel barlume di speranza che ancora esiste nonostante le etichette e le classifiche negative più o meno reali. Dico questo non per attribuire o scaricare responsabilità su qualcuno in particolare: tutti, e sottolineo tutti, me compreso, anche se con i dovuti distinguo, abbiamo commesso l’errore di consegnare nelle mani sbagliate le aspettative e il futuro della città. Errore con cui bisogna fare i conti oggi e tenere in debita considerazione domani. Ma agli errori si può rimediare. Ciò che è imperdonabile è perseverare. In questi termini non credo sia perdonabile una replica specie dopo il fallimento di questa esperienza. Sacrificare la politica sull’altare del civismo, forma che io ritengo essere l’eutanasia della politica, da bandire, come forma unica, in ogni competizione elettorale, è stata un’imprudenza che stiamo pagando a caro prezzo e di cui bisogna prendere atto. Scivolare su forme peggiori (governo di salute pubblica, di larghe intese, dei responsabili) è voler calpestare l’intelligenza e la pazienza dei cittadini che sono in cerca di punti di riferimento e di chiarezza. Lo sappiamo tutti che è solo un espediente volto a consentire ai piccoli Visconti dimezzati, come li definirebbe Calvino, di sopravvivere ancora un anno, prima di accorgersi che i cittadini mal tollerano le esagerazioni soprattutto quando viene trafitta loro la speranza». 

Quindi l’invito, «in primis, al senatore Mangialavori, nella sua qualità di massimo rappresentate istituzionale del territorio, e, ancor prima, di cittadino a cui so bene, sta a cuore la città, affinché si adoperi per compiere l’ulteriore passo e ponga fine a questo angosciante stillicidio sociale, culturale, politico. Bisogna archiviare subito questa esperienza e aprire una fase nuova per la città, creare entusiasmo nella gente, tra gli imprenditori, nelle categorie produttive, nei giovani. Invito che sento di estendere anche a quei consiglieri comunali dotati di sensibilità politica e senso civico, affinché privilegino l’interesse collettivo all’individualismo, tutelino la credibilità politica patrimonio per il futuro. E’ rischioso infatti condividere progetti temerari, inconcludenti, inutili».

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