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Lo scenario a più di tre mesi dall’appuntamento con le urne è ancora quanto mai frastagliato ma già si intravedono i nodi della contesa: tra ambizioni personali e ritorni di fiamma, in campo ci sono gli attori di sempre

Politica

Potrebbe essere il quadro politico già sperimentato in occasione delle ultime elezioni provinciali (con qualche significativa variante), lo scenario di partenza delle trattative in vista del voto per il rinnovo del consiglio comunale di Vibo Valentia. Consultazioni che, dopo lo scioglimento anticipato dell’organo elettivo per dimissioni della maggioranza dei consiglieri, avverranno a primavera, con ogni probabilità a maggio in concomitanza con le Europee. Dunque, un blocco riferibile al centrodestra (capeggiato da Forza Italia), uno che vedrebbe sostanzialmente in campo il Partito democratico e uno che potrebbe ripercorrere l’esperienza di un terzo polo civico orientato a sinistra. A questi tre blocchi si aggiungerà la lista del Movimento 5 Stelle, che ha chiarito espressamente l’intenzione di scendere in campo con una propria proposta. Grillini a parte, le altre coalizioni proveranno verosimilmente a richiamarsi il più possibile al civismo, lasciando da parte - almeno sul piano formale - i vessilli partitici e includendo associazioni e pezzi di società civile. Nel centrodestra, attorno alla leadership del senatore Giuseppe Mangialavori (che ha manifestato la volontà di avviare «un confronto con le associazioni e le varie forze politiche della città al fine di individuare il progetto e le persone più adatte per la sua realizzazione»), si ritroveranno le varie anime di Forza Italia (dal consigliere regionale Vincenzo Pasqua ad Alfonso Grillo già al lavoro per definire proprie candidature di riferimento) nonché la Lega e Fratelli d’Italia

A quell’asse dimostrano di voler aderire anche i fuoriusciti del Pd (il cosiddetto “gruppo Pitaro”) che già in occasione delle Provinciali hanno sposato la causa del centrodestra contribuendo all’elezione di Salvatore Solano alla guida dell’ente intermedio. All’area di centrodestra guarda evidentemente con grande interesse anche l’ex presidente del consiglio comunale Stefano Luciano, il quale non ha mai nascosto l’ambizione di candidarsi a sindaco della città. Lo stesso lavora alacremente alla costituzione di almeno due liste in un serrato dialogo che lo vede impegnato con il Movimento per la sovranità nazionale di Arena e Bevilacqua e con l’Udc di Bruni e Console, esponenti con i quali aveva già trovato una convergenza su diversi temi. L’opzione prevedrebbe la scalata alla coalizione di centrodestra con Luciano candidato a sindaco (passaggio molto complicato ma che vedrebbe la mediazione di vari negoziatori) o, se tale strategia non dovesse concretizzarsi, la possibilità di correre in autonomia e portare la sfida al ballottaggio dove lo scenario cambierebbe radicalmente. Nell’area di centrodestra dimostrano un certo attivismo anche realtà associative come l’associazione Valentia che, forte di sponsor di peso, prova ad entrare del dibattito, avviando un’interlocuzione con i maggiorenti politici dello schieramento e tracciando l’identikit di un potenziale sindaco “autorevole e rappresentativo”. [Continua dopo la pubblicità]

Dall’altra parte della barricata il quadro è se possibile ancor più frastagliato. Il Pd è alle prese con la soluzione di alcune evidenti contraddizioni interne che hanno prestato il fianco a nuove diatribe e ne hanno compromesso la tenuta sul piano elettorale. Sostanzialmente sparito dall’assise comunale, dopo la figuraccia delle Provinciali non ha ancora espresso una posizione chiara su quei consiglieri comunali eletti con il partito nelle precedenti Amministrative e ormai di fatto transitati nelle schiere opposte. Si cerca quindi faticosamente di serrare le fila per poter quantomeno allestire una proposta ed esprimere una candidatura credibile. Argomenti che saranno oggetto della riunione convocata dal segretario del circolo cittadino Francesco Pacilè - vicinissimo a Pitaro - nella giornata di domani. Nell’ambito più allargato del centrosinistra, rimane in piedi l’opzione Antonio Lo Schiavo, già capolista nell’ultima tornata. Il leader dei Progressisti, già “epurato” da buona parte dello stesso gruppo consiliare democrat poi transitato con il centrodestra, è comunque già al lavoro per allestire una proposta che includa le altre componenti della sua ex coalizione, come Sinistra italiana ed espressioni della società civile svincolate dai partiti. Tutta da valutare la possibilità di rinsaldare l’alleanza sperimentata alle Provinciali, con l’asse De Nisi-Soriano-Giamborino, nell’obiettivo di dar vita ad un fronte in grado di imbastire una coalizione civica che, a conti fatti, potrebbe suscitare anche l’interesse dello stesso Pd.  

Una variabile ulteriore potrebbe essere rappresentata, poi, proprio dall’ex sindaco Elio Costa, in questi giorni tornato a rivendicare il lavoro fatto nel corso del suo mandato e a ventilare la possibilità di rimettersi in gioco autonomamente (sostenuto da un manipolo di fedelissimi nonché dall’ex presidente della Camera di commercio Michele Lico) ritagliandosi un ruolo di “guastatore”, animato, magari, anche da un certo sentimento di rivalsa nei confronti di chi avrebbe tradito il patto elettorale. Al quadro “tradizionale” si aggiunge, come detto, la variabile del Movimento 5 Stelle. Il deputato vibonese Riccardo Tucci ha lanciato nei giorni scorsi il sasso nello stagno, chiarendo che i grillini saranno della partita con il loro simbolo e una loro lista. Già stasera nella segreteria del movimento, gli attivisti si incontreranno a porte chiuse per ragionare sulla strategia da mettere in atto e su un potenziale candidato sul quale investire energie. Se nessun nome trapela ancora da questo tavolo, il toto-nomi langue anche dagli altri fronti. Sulla sponda del centrodestra, dopo che il direttore del reparto di Cardiologia dello Jazzolino Michele Comito si è chiamato fuori dai giochi, si fa con insistenza il nome dell’ex assessore ai Lavori pubblici Lorenzo Lombardo quale potenziale portabandiera. Mentre dalla sponda Pd ad emergere è la figura dell’ex presidente della Provincia Enzo Romeo, con il direttore del Sistema bibliotecario vibonese Gilberto Floriani che si è invece auto-escluso pubblicamente da ogni possibilità di candidatura. Ipotesi comunque ancora troppo premature e soggette a trattative che si preannunciano serrate ed estenuanti, specie perché dovranno necessariamente contemplare il quadro delle successive elezioni regionali, cui molti leader di cespugli e correnti aspirano. Al di là di questo, il quadro che si presenta agli albori della nuova campagna elettorale cittadina (mentre già si è scatenata la caccia ai voti di preferenza dei candidati consiglieri in pectore) ripropone pedissequamente schemi, strategie e volti triti e ritriti, nei quali difficilmente si riesce a scorgere la possibilità di quel “cambiamento” da tutti a parole tanto invocato quanto inesorabilmente ed evidentemente ingannevole.

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