venerdì,Luglio 12 2024

Commissioni consiliari, D’Agostino elogia Lo Schiavo e boccia la maggioranza

La proposta di registrazione delle sedute degli organismi comunali non passa in Consiglio. Per il portavoce del Forum delle associazioni cade la maschera del “civismo” di Costa ed emerge «l’armamentario arrugginito di una destra conservatrice e poco democratica».

Commissioni consiliari, D’Agostino elogia Lo Schiavo e boccia la maggioranza

Si continua a discutere della proposta di registrazione delle sedute delle commissioni consiliari del Comune di Vibo Valentia, avanzata dall’esponente d’opposizione Antonio Lo Schiavo. A intervenire sulla bocciatura della stessa da parte della maggioranza è, per il Forum delle associazioni vibonesi, il portavoce Antonio D’Agostino che, senza troppi giri di parole, bolla quanto accaduto qualche giorno fa in Consiglio come «spettacolo triste, e purtroppo già visto, di una maggioranza che si arrocca e non intende dar conto di ciò che fa ai cittadini elettori». D’altro canto, in positivo, lo stesso episodio «ha aperto un diverso scenario, che induce a sperare che l’opposizione voglia e possa battere strade nuove ed utili a riannodare i fili spezzati del rapporto con i cittadini».

Per D’Agostino, la proposta di Lo Schiavo, avanzata «in aderenza al dettato legislativo che stranamente (ma non poi tanto) è tuttora completamente disatteso dal regolamento comunale in vigore, datato 1999», obbediva «da un lato ad un’esigenza non più rinviabile di trasparenza degli atti amministrativi ormai recepita da moltissimi comuni del nostro Paese e, dall’altro, alla necessità di dar conto del rapporto tra i costi della politica e la sua produttività».

Ancora, «la proposta è stata presentata con dovizia di supporti tecnici (giuridici, contrattuali e contabili) dal consigliere d’opposizione, ragion per cui ci si aspettava che venisse accettata senza “se” e senza “ma” da una maggioranza estratta da liste civiche che della partecipazione e della trasparenza avevano fatto la bandiera della propria campagna elettorale».

E invece , per il Forum, «l’aula è diventata una tribuna con oratori della maggioranza che si profondevano sofisticamente nell’esaltazione dei valori della democrazia e della partecipazione mentre, di fatto, facevano prigionieri quegli stessi valori con l’arma dell’ipocrisia profusa a piene mani negli emendamenti causidici presentati e passati a maggioranza. Cos’altro significa infatti voler condizionare un atto dovuto alla “sostenibilità” economico-finanziaria dell’ente e al suo stato di dissesto a fronte di poche centinaia di euro di costi aggiuntivi rispetto alla convenzione esistente relativa alla registrazione delle sedute consiliari? O negare addirittura la subordinata, avanzata sempre dall’opposizione di pubblicare almeno i verbali delle commissioni, con la motivazione che ciò potrebbe essere rischioso per l’incolumità di qualche consigliere per qualche voto poco gradito? O sminuire l’importanza della proposta con la considerazione, del tutto gratuita, che soltanto qualche centinaio di cittadini sarebbero interessati alla cosa?».

Da qui, gli interrogativi di D’Agostino: «è dunque questo il “civismo” della Giunta targata Costa? E può essere un’attenuante la pilatesca astensione di quest’ultimo, insieme a quella del presidente del Consiglio, motivata da una non meglio esplicitata tutela dei consiglieri? E quella della collettività non conta niente?».

Unica consolazione, quel «bicchiere mezzo pieno, rappresentato da un’opposizione che in quest’occasione ha dimostrato di avere la grinta giusta per difendere fondamentali diritti dei cittadini, primo fra tutti quello all’informazione e alla partecipazione consapevole alla vita amministrativa della città. Battaglia ovviamente da continuare, sullo stesso fronte e nel rispetto della reciproca autonomia, per un’applicazione piena dello Statuto comunale per quanto riguarda il capitolo della partecipazione popolare».

Si tratterebbe, in conclusione, di «un’ulteriore resistenza dell’attuale maggioranza all’uso e al rafforzamento di tali strumenti che farebbe definitivamente cadere il velo su un’aggregazione che, nata all’insegna del civismo, metterebbe di fatto in mostra tutto l’armamentario arrugginito e i vecchi vizi di una destra conservatrice e poco democratica».

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