Pizzo, l’assessore Mazzei non si dimette e chiarisce: «Non ho bisogno di portavoce»

La delegata alla Cultura polemica nei confronti del suo partito, Sinistra Italiana: «Sbagliato associare la mia eventuale decisione dettata da motivi personali ad incompatibilità politica con il sindaco»

La delegata alla Cultura polemica nei confronti del suo partito, Sinistra Italiana: «Sbagliato associare la mia eventuale decisione dettata da motivi personali ad incompatibilità politica con il sindaco»

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Cristina Mazzei
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Non si dimette. Almeno per il momento. Ma chiarisce i termini di una questione che da giorni tiene banco nel dibattito politico di Pizzo e che ha causato non poco nervosismo tra le fila del suo partito: Sinistra italiana. L’assessore comunale alla Cultura Cristina Mazzei resta dunque al suo posto e chiarisce che, se la scelta di abbandonare l’esecutivo mai dovesse consumarsi, sarà lei stessa a chiarire le motivazioni. «Se e quando arriverà tale momento – spiega non a caso – mi confronterò io, e soltanto io, con il mio partito, con il sindaco, la maggioranza e spiegherò le motivazioni ai miei concittadini. Non ho bisogno di alcun portavoce». La querelle nasce dalla presa di distanza del partito, guidato a Pizzo dal segretario Silvio Primerano, dal sindaco Gianluca Callipo dopo le dichiarazioni di sostegno formulate da quest’ultimo all’indirizzo di Mario Occhiuto, in fieri di candidarsi alla guida della Regione per il centrodestra. Spiega la Mazzei: «Sinistra Italiana, nel prendere le distanze dalla decisione del sindaco, bollata come “scelta di campo chiaramente di destra”, associa la mia eventuale scelta di dimettermi da assessore per motivi di lavoro a quella di una fuoriuscita dall’esecutivo per motivi di incompatibilità politica. Capisco e condivido la posizione politica del partito in cui milito e ho militato per tanto tempo ma la scelta resta unicamente alla sottoscritta». È la stessa Mazzei ad ammettere, del resto, che «sicuramente l’idea di dimettermi mi ha sfiorato a seguito di evoluzioni nella sfera professionale che mi hanno portata, di frequente, ad essere fuori sede; ma nonostante ciò ho potuto gestire il mio assessorato e le deleghe assegnatemi, ma lo spirito di lealtà verso i colleghi di maggioranza e verso i tanti cittadini che mi hanno votata, mi ha spinta nei mesi scorsi a valutare la possibilità di rimettere l’incarico e le deleghe in quanto sono convinta dell’importanza di un contatto diretto delle persone, sul territorio». Ciò che però la induce oggi a chiarire la sua posizione è, come afferma, «la strumentalizzazione politica della vicenda delle mie dimissioni fatta dalla minoranza. La cosa fa sorridere, perché testimonia la loro consueta assenza di argomenti tutta la discussione che si è creata sarebbe dovuta partire dall’ufficializzazione delle dimissioni stesse, cosa che non è mai avvenuta, quindi, si è fatto il classico processo alle intenzioni». 

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