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Il leader dei Progressisti incalza: «La gente deve sapere se c’è un’alternativa in campo o se si scelgono altre strade»

Antonio Lo Schiavo
Politica

Il tempo è scaduto. Parola di Antonio Lo Schiavo, già candidato a sindaco nel 2015 per il centrosinistra a Vibo Valentia e possibile candidato anche in queste ormai imminenti elezioni comunali. Possibile candidato ma di uno schieramento ancora non definito. O meglio, Lo Schiavo il suo schieramento tipo, in mente, ce l’avrebbe pure. Ma è dall’altra “sponda” che attende un fischio. Un fischio che non arriva e probabilmente non arriverà. L’altra sponda in questo caso è il Partito democratico, sempre più diviso e indeciso se stare a pieno titolo nell’alveo del centrosinistra puntando ancora su Lo Schiavo oppure se appoggiare una candidatura già ufficializzata come quella di Stefano Luciano, che al suo interno raggruppa «sensibilità» di diversa estrazione.

«Ritengo che il tempo stia ora per finire - scrive Lo Schiavo -. Il Pd vibonese chiarisca la propria posizione in merito alle prossime amministrative, ed in maniera univoca e definitiva. Chiarisca se vuole costruire un percorso di centrosinistra , o se invece preferisce scegliere altre strade. Penso sia giusto, per tanti cittadini oggi disorientati e che non si ritrovano nelle proposte politiche in campo, sapere se vi sarà un’alternativa, ed è per questo che è arrivato il momento della chiarezza da parte dei livelli regionali del partito, del segretario provinciale, dei deputati e consiglieri regionali, e anche di ex deputati che sono a capo di correnti politiche e che intendono incidere sulle scelte cittadine». Il riferimento è ovviamente a Bruno Censore, ancora vero detentore dell’orientamento del partito a Vibo e provincia. Ma di una cosa è certo il notaio: «Non si ripeterà un altro 2015, con il fuoco amico che proviene dall’interno dello stesso centrosinistra. È tempo che ognuno si assuma, alla luce del sole, le proprie responsabilità». D’altronde, sarebbe ora che si prendesse contezza della reale situazione di Palazzo Luigi Razza invece di lanciarsi in facili promesse: «È molto chiedere alla politica vibonese, invece di azzuffarsi con polemiche inutili - incalza ancora Lo Schiavo - di concentrarsi sulla situazione drammatica del Comune di Vibo? Invece di fare a gara a raccattare candidati improbabili e a fare liste farlocche, è troppo pretendere un impegno a mettere in campo persone che hanno le competenze per affrontare una situazione così compromessa? Alcune volte penso non si abbia la reale consapevolezza della gravità della situazione». La palla, l’ultima, passa al Pd.

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