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Le coalizioni lavorano per chiudere le rispettive squadre: gli aspiranti consiglieri potrebbero essere quasi 600. Intanto la Prefettura ufficializza la data per la presentazione: si chiude il 27 aprile a mezzogiorno

Politica

La Prefettura di Vibo Valentia ha inoltrato ai Comuni interessati dal voto del 26 maggio la circolare con la quale si stabiliscono i termini per la presentazione delle liste, e nello specifico gli orari di apertura degli enti interessati alla tornata elettorale. Nel Vibonese, oltre al capoluogo, ci sono altri 11 municipi chiamati a rinnovare i propri organi elettivi. Si tratta di Drapia, Mongiana, Pizzoni, Rombiolo, Simbario, Sorianello, Soriano, Vallelonga e Zungri, giunti alla scadenza naturale del mandato; e di Mileto e Nicotera, i due centri più popolosi, che torneranno alle urne in anticipo. Per tutti, gli uffici elettorali dovranno restare aperti venerdì 26 aprile dalle ore 8 alle ore 20 e sabato 27 aprile dalle ore 8 alle ore 12, nonché - si legge nella circolare dell’Utg - nei giorni immediatamente precedenti, ovvero martedì 23, mercoledì 24 e giovedì 25 aprile, anche nelle ore pomeridiane. Il termine ultimo per presentare le liste è dunque quello di sabato 27 a mezzogiorno.

A Vibo Valentia il lavoro di partiti e movimenti civici sta andando avanti ormai da mesi. Salvo sorprese dell’ultimo minuto, saranno quattro i candidati a sindaco a contendersi la poltrona più importante di Palazzo Luigi Razza: Maria Limardo per il centrodestra; Stefano Luciano, con liste civiche e il Partito democratico; Domenico Santoro, espressione del Movimento 5 Stelle; ed infine Francesco Belsito, che correrà con “Fare”, che fa riferimento all’ex sindaco di Verona Flavio Tosi.

Se Santoro e Belsito è assodato che correranno con una sola lista, quella di partito, discorso diverso è per gli altri due schieramenti, i più accreditati nella corsa al Palazzo. A sostegno della Limardo dovrebbero esserci dieci liste. Quattro di matrice politica: Forza Italia, Udc, Fratelli d’Italia, Lega. Ed altre sei che vengono fuori da movimenti civici o composte da esponenti politici che però viaggiano con l’insegna civica. E sono: Città futura con Limardo sindaco, che racchiude gli ex Pd con innesti esoressione dello stesso candidato a sindaco; Rinasci Vibo, allestita da Tonino Daffinà; Vibo da vivere, espressione di Alfonso Grillo; Forza Porto Santa Venere, composta da candidati delle frazioni marine; Servire Vibo - Liberi e Forti, degli avvocati Domenico Orecchio e Nicola Lo Torto; ed infine Forza Vibo, altra lista del capoluogo. 

Nella coalizione di Luciano, invece, si sta lavorando a sei liste, ma è probabile che alla fine ne vengano fuori cinque più “corpose”. Una è quella del candidato a sindaco, Vibo Unica; una del Partito democratico; un’altra è quella affine al Pd, allestita dall’imprenditore Vincenzo Mirabello, Vibo prima di tutto; una quarta è Concretezza, già lanciata sui social dall’ex senatore Franco Bevilacqua; ed un’altra è quella, sempre orientata al centrosinistra, che stanno componendo Gian Maria Lebrino, segretario dei Socialisti, Rocco Ruffa, militante dei Radicali, ed altri soggetti politici di quest’area. Non è esclusa una sesta lista che possa coagulare il consenso nelle Marinate, come inizialmente annunciato da Luciano, e che fa riferimento a Mino De Pinto.

Se le coalizioni daranno seguito a queste premesse e riusciranno a riempire le liste, i circa 20mila vibonesi che potrebbero recarsi alle urne (su 29mila aventi diritto) si troveranno davanti ai tabelloni elettorali con quattro “sindaci” e 576 nomi di “consiglieri” tra cui scegliere per affidare la loro preferenza. Alla fine, in consiglio, ne entreranno soltanto 32. In pratica c’è un candidato ogni 34 votanti.

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