sabato,Novembre 26 2022

Provinciali a Vibo e presidente a giudizio, Pagano (Lega): «Non si può votare in una situazione così anomala»

Il commissario provinciale del partito interviene sulle mancate dimissioni da parte del presidente dell’ente Salvatore Solano dopo il suo rinvio a giudizio nel procedimento Petrol Mafie ed ai mancati interventi della Prefettura

Provinciali a Vibo e presidente a giudizio, Pagano (Lega): «Non si può votare in una situazione così anomala»
La Prefettura di Vibo deputata al controllo sugli enti locali e nel riquadro il presidente della Provincia Salvatore Solano
Il sindaco Solano
Salvatore Solano

«È paradossale quanto succede in occasione delle elezioni provinciali di Vibo Valentia dove la politica per essere credibile ha bisogno di andare oltre i canoni liturgici che si esercitano a parole durante i riti occasionali e poi lasciati alla memoria.  Non si può affrontare una campagna elettorale provinciale quando si introducono argomenti importanti e fondamentali che attengono alla credibilità delle istituzioni; argomenti questi che devono imporre di fermarsi, analizzare e capire quale strada intraprendere. Non si può continuare con le frasi di rito e soprattutto occorre avere la consapevolezza che è la politica ad avere il compito di selezionare una rinnovata classe dirigente sciogliendo i nodi e le contraddizioni in un momento storico in cui si bada al potere fine a stesso». Lo afferma in una nota Michele Pagano, commissario provinciale della Lega, partito – lo ricordiamo –  che non ha preso parte alle elezioni provinciali del prossimo 18 dicembre per l’elezione del solo Consiglio e non del presidente, rinviato a giudizio nell’inchiesta “Petrol Mafie” e non intenzionato a dimettersi nonostante l’ente Provincia figuri parte civile nel medesimo procedimento. [Continua in basso]

«Ma la politica sana – continua Michele Pagano – deve essere coadiuvata dalle istituzioni preposte ,in assenza delle quali alcune contraddizioni non possono essere superate ed è per questo che ci chiediamo come mai le istituzioni deputate al controllo e ripristino della legalità tacciano. Cosa deve ancora succedere in questo territorio affinché ognuno di noi prenda coscienza e, con il rispetto dei propri ruoli, agisca? Non è un problema legato ad essere o non essere garantisti ma è un problema legato al funzionamento delle istituzioni che, nel caso di specie, non possono consentire di andare al voto per la Provincia in una situazione di oggettiva anomalia». Il riferimento del commissario provinciale della Lega è proprio alle mancate dimissioni del presidente della Provincia Salvatore Solano, rinviato a giudizio nell’ambito del procedimento Petrol Mafie.

«Sotto tale aspetto – sottolinea Pagano –  noi superiamo le contrapposizioni di parte e vediamo di buon occhio l’iniziativa di chi in tale senso ha presentato un’interrogazione parlamentare o l’iniziativa del presidente della commissione parlamentare antimafia.  È con le azioni forti che la politica e le istituzioni possono riacquistare credibilità, ed in questa direzione siamo sicuri di interpretare anche il pensiero della Lega regionale, posto che il commissario così tanto si batte per la legalità, che non può essere mera enunciazione di principio ma azione concreta coadiuvata da fatti ed azioni specifiche.  In questo senso e con questo spirito la Lega vibonese in perfetta autonomia politica e nel solco della tradizione legalitaria nazionale, si pone rispetto alle prossime elezioni provinciali che ruotano intorno “al palazzo delle nebbie” e devono essere un momento affinché la politica tutta ritrovi il senso profondo della propria azione che è principalmente tutela delle istituzioni e dei cittadini.  Ci auguriamo – conclude Michele Pagano – che il silenzio di alcune forze politiche non sia funzionale a mantenere i soliti giochi di potere che hanno fino ad oggi aiutato pochi devastando invece le aspettative dei più».

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