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Centro storico a Vibo, “botta e risposta” Scalamogna-Miceli sulle somme non rendicontate

Il consigliere svela la messa in mora del Comune da parte della Regione. Il vicesindaco: «Pratica finita nel dimenticatoio, ma in parte reperita. Da resocontare minima somma»

Centro storico a Vibo, “botta e risposta” Scalamogna-Miceli sulle somme non rendicontate
A sinistra Marco Miceli, a destra Pasquale Scalamogna
Marco Miceli

Sessione del Consiglio comunale in modalità “Question Time” con il consigliere comunale Marco Miceli che ha posto un’importante interrogazione relativa alle modalità di impiego delle risorse assegnate dalla Regione Calabria al Comune di Vibo, destinate alla valorizzazione dei centri storici e al modus operandi dell’amministrazione comunale, con riferimento alla rendicontazione in ragione del fatto che «la Regione sta procedendo al recupero, nei confronti del Comune, delle somme assegnate e mai rendicontate». «Con Delibera n. 89 del 3 agosto 2012, il Cipe – ha spiegato Miceli – ha destinato alla Regione Calabria risorse pari ad euro 97.814.635,95 per la “Riqualificazione, il recupero e la valorizzazione dei centri storici della Calabria” e il Comune di Vibo Valentia ha beneficiato di un importo pari a euro 229.500,00 per la realizzazione del Piano strategico. Successivamente, la Regione Calabria – ha proseguito Miceli – con con decreto n. 12549/2020 del 30 novembre 2020, ha dichiarato “chiusa” la convenzione, provvedendo al recupero delle somme non ancora rendicontate per i beneficiari che non avevano provveduto, nei termini loro consentiti, a comunicare la definizione dello stato degli interventi finanziati».
Nell’ interrogazione il consigliere ha quindi svelato altri passaggi della vicenda poichè: «l’amministrazione comunale di Vibo Valentia è espressamente indicata tra i beneficiari e la Regione Calabria ha dichiarato che intende provvedere al recupero, mediante notifica di messa in mora e predisposizione di decreto ingiuntivo delle somme residue mai rendicontate dai beneficiari che non non hanno manifestato alcun intento per la prosecuzione e definizione dell’intervento finanziato»
Miceli ha dunque posto all’esecutivo comunale un preciso interrogativo: «Perchè non si è ancora provveduto a rendicontare quanto richiesto dalla Regione e perchè non ha svolto le azioni necessarie per portare a termine tutti i progetti per i quali il Comune aveva beneficiato dei finanziamenti»? Infine la richiesta all’amministrazione comunale di specificare a quanto ammonta la somma da restituire e anche le azioni che sta intraprendendo per eseguire tale restituzione. [Continua in basso]

L’assessore Pasquale Scalamogna

L’interrogazione del consigliere Miceli ha ricevuto solo una risposta parziale. E’ stato il vicesindaco Pasquale Scalamogna a farsi carico di rispondere al consigliere e, dopo averlo ringraziato per l’interrogazione, ha ricordato che l’amministrazione comunale ha necessità di occuparsi di tale pratica che però si è rivelata «difficile da reperire», ammettendo che la stessa è finita nel dimenticatoio e, dovendo reperire informazioni negli uffici comunali, occorre del tempo per poter svolgere le necessarie verifiche e argomentare a riguardo. «Dall’ incartamento trovato – ha spiegato il vicesindaco – si tratta di un finanziamento utilizzato e la rendicontazione non fatta si riferisce solo a una minima cifra». Scalamogna si è quindi impegnato a fornire una risposta a quanto richiestogli dal consigliere Miceli appena possibile. A fronte di ciò, lo stesso Miceli non ha mancato di esprimere la propria insoddisfazione: «Il Comune è stato sollecitato più volte dalla Regione a rendicontare circa l’impiego delle somme destinate alla valorizzazione dei centri storici, ma l’inerzia ha determinato dapprima la chiusura della convenzione con la Regione e, successivamente, la messa in mora del Comune. La vicenda ci pone di fronte alla necessità di una discontinuità amministrativa, posto che – nonostante il colore politico delle amministrazioni che hanno governato negli ultimi 12 anni, – il problema è sempre lo stesso, con la sussistenza di seri problemi di natura gestionale – oltre che  economica – che danneggiano la cittadinanza poiché ledono il fondamentale diritto dei vibonesi – ha concluso Miceli – all’utilizzazione dei finanziamenti disponibili quali strumenti imprescindibili per il progresso del territorio».

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