giovedì,Maggio 6 2021

Reparto di Neurologia depotenziato, Mangialavori scrive a Scura

Il consigliere regionale evidenzia i limiti della scelta di situare a Catanzaro la “rete ictus”, necessaria per una piena efficacia degli interventi.

Reparto di Neurologia depotenziato, Mangialavori scrive a Scura

Un intervento mirato a preservare le competenze del reparto di Neurologia dell’ospedale di Vibo Valentia sul trattamento per ictus cerebrale. È questo l’obiettivo dell’azione intrapresa dal consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Mangialavori, attraverso la missiva che lo stesso ha indirizzato oggi al commissario straordinario alla Sanità, Massimo Scura, nella quale si evidenzia «la peculiare attenzione assegnata dal decreto n. 9 del 2 aprile 2015 alla “rete tempo dipendente” (ovvero quella rete in cui la rapidità d’intervento risulta quanto mai essenziale). Essa – come spiega Mangialavori – è costituita dalla rete ictus, rete politrauma e rete coronarica».

Funzioni che evidentemente, trattandosi di rete, dovrebbero lavorare a stretto contatto. Ma è proprio su questo punto che si fa insistente il richiamo del consigliere regionale, visto che «per quanto riguarda l’area della Calabria centrale, la rete ictus «inspiegabilmente, è assegnata come hub su Catanzaro». Si tratta, quindi, di «una scelta che certamente merita una revisione per almeno due ragioni. La prima: il reparto di Neurologia dell’ospedale di Vibo Valentia è stato il primo in Calabria (anno 2006) ad ottenere il riconoscimento di centro abilitato al trattamento conseguenziale ad ictus cerebrale. Il secondo: l’ospedale vibonese risulta l’unico, nell’area centrale della Calabria, strutturalmente e professionalmente attrezzato alle cure in questione».

Non solo. «In tanti anni d’esperienza – sostiene ancora Mangialavori – l’ospedale vibonese ha acquisito esperienza, professionalità e casistica di elevata qualità e quantità. In ogni caso, il decreto trasferisce le prestazioni di cura ictus sul presidio di Catanzaro che non ha alcuna esperienza in merito e non risulta all’uopo attrezzato».
Una scelta opinabile, dunque, che «da un lato depotenzia il reparto di Neurologia dell’ospedale di Vibo Valentia, dall’altra sarà inevitabilmente foriera di gravissimi disagi e inconvenienti che potrebbero tradursi in conseguenze letali per i soggetti colpiti da ictus». Una scelta, ancora, che va rivista anche per «assegnare al reparto di Neurologia di Vibo il ruolo centrale di trattamento delle terapie in argomento. E ciò, si ribadisce ancora una volta, in quanto presso il presidio vibonese operano medici (neurologi, radiologi, cardiologi), infermieri, tecnici della riabilitazione, logopedisti, assistenti sociali, tutti specializzati nella gestione dei pazienti con ictus».

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