giovedì,Luglio 25 2024

Convegno fronte progressista a Vibo Marina, Furci (M5s): «Poste le basi per cambiare registro»

L’iniziativa ha coinvolto anche i sodalizi Umanesimo sociale e Liberamente progressisti. L’esponente pentastellato: «Avviato nel migliore dei modi il dibattito pubblico elettorale che vuole essere foriero per la creazione di una squadra di governo amministrativo»

Convegno fronte progressista a Vibo Marina, Furci (M5s): «Poste le basi per cambiare registro»

A margine del convegno organizzato dal fronte progressista (M5S, Umanesimo Sociale, Liberamente Progressisti) a Vibo Marina e avente come tema le politiche da mettere in campo per il rilancio del porto di Vibo Marina e del relativo tessuto produttivo di un’area ritenuta strategica, Michele Furci, rappresentante territoriale del Movimento cinque stelle giudica positivamente l’importante e molto partecipato appuntamento e sottolinea come questo «sia stato il primo passo per avviare un processo di cambiamento culturale rispetto a quanto fatto, o meglio non fatto, dalle amministrazioni che finora hanno governato la città che, nonostante abbia straordinarie potenzialità logistiche e sia in possesso di ricchezze naturali, è divenuta ultima tra le ultime proprio per la mancanza di un progetto in grado di rivendicare a livello regionale il ruolo che le spetterebbe, come avvenuto in passato, quando fu protagonista in diversi settori in virtù delle sue proposte fatte giungere agli operatori economici nazionali. Tuttora sono un vanto per l’economia vibonese e regionale gli insediamenti Baker Hughes-Nuovo Pignone e Saipem ex SnamProgetti, le stesse infrastrutture portuali e le grandi potenzialità, non interamente sfruttate, nel settore crocieristico e diportistico». E, a proposito dell’importante investimento che Baker Hughes si appresta a realizzare a Corigliano, Furci pone un quesito: «Sarebbe importante sapere, trovando riscontri reali, se è fondata la notizia secondo cui Baker Hughes è stata costretta a dirottare l’investimento verso il porto di Corigliano, una realtà produttiva che prevede l’impiego di 200 lavoratori, perché a Vibo non avrebbe trovato la disponibilità di un’area di 191 mila mq…Che ruolo avrà mai avuto il Comune? Si dice che non sarebbe stato in grado di dare alcuna risposta per mesi! La classe politica ha ora il compito di cogliere questi segnali, lavorando affinché queste opportunità si moltiplichino sul territorio, dotandolo di adeguate infrastrutture e servizi che agevolino il più possibile questo percorso».

Veduta del porto

Tornando al convegno, Furci rimarca: «Un convegno unitario e una presenza straordinariamente partecipata ha salutato l’iniziativa promossa dal Gruppo territoriale del M5S, Liberamente progressisti e Umanesimo sociale vibonese. Un dibattito di alto profilo e un tema adeguato per porre le basi necessarie a cambiare registro con lungimiranza e una visione di Comune all’avanguardia nel modo di amministrare la città capoluogo dì Vibo Valentia. Non poteva partire in un modo migliore l’avvio di un dibattito pubblico elettorale che vuole essere foriero per la creazione di una squadra di governo amministrativo, in grado di amministrare con competenza e nelle facoltà di poter affrontare con il giusto piglio i compiti cui è chiamato l’ente comune in questo momento storico.  La condizione per non cadere nel provincialismo e il modus vivendi delle polemicucce di basso profilo è quello di dare uno sguardo al grande potenziale che possiede il territorio e la sua logistica al centro del Mediterraneo. Il Porto di Vibo Marina e la presenza di un distretto industriale con grandi gruppi competitivi nel mondo, sono l’espressione più realistica di un programma politico-amministrativo in grado di realizzare la svolta. Ciò è possibile se si finisce di elemosinare rapporti favorevoli dall’alto e ci si pone nelle condizioni di essere al centro delle dinamiche dello sviluppo economico e sociale, utilizzando le regole della programmazione e difendendo a testa alta la dignità del proprio territorio. Una struttura portuale, che per essere motore di sviluppo, ha bisogno perciò di ritornare ad essere il punto di partenza con cui si misura la classe dirigente di Vibo Valentia e della sua provincia, poiché questa struttura non è un bene solo di un piccolo agglomerato del Comune. La realtà portuale e le strutture produttive, se visti in un orizzonte di sistema e come parte di una rete regionale, nazionale e internazionale, rappresentano lo snodo fondamentale per il presente e il futuro di Vibo Valentia e della Calabria».

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