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Pro loco, Scout e Polisportiva sono state fatte oggetto di un’ordinanza di sgombero per “occupazione senza titolo dei locali comunali”. Per la Lista Campana si tratta di una rappresaglia contro chi «non si è allineato a certe logiche»

Il Comune di Maierato
Politica

«Dalla lettura delle ordinanze pubblicate sull’albo pretorio on line del Comune di Maierato, per come anche riportato dagli organi di stampa, non possiamo fare altro che rimanere sbigottiti e amareggiati per la decisione assunta dal responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, geometra Aldo Cinquegrana, e dall’amministrazione Silvaggio di mettere al bando le associazioni che fino ad oggi e per circa un ventennio hanno sempre operato sul territorio comunale di Maierato. Le relative “ordinanze di sgombero” adeguatamente strutturate e indirizzate contro la Pro loco Rocca Angitola, il Gruppo scout Maierato 1 e la Polisportiva Dilettanti Maierato non sono altro che la prosecuzione naturale del tentativo di epurazione che questo sindaco, insieme al suo più fidato scudiero, sta cercando di mettere in atto sin dal primo momento del suo insediamento».

È quanto affermano in una nota i consiglieri comunali del Gruppo Maierato Democratica Lista Campana, Sergio Rizzo, Francesco Barbieri e Domenico Liberto, in relazione ai recenti provvedimenti comunali che hanno intimato lo sgombero dei locali comunali “per occupazione senza titolo dei locali” da parte delle associazioni già citate e dell’Asd Nuovo Tennis Club Maierato.

L’opposizione dunque bacchetta il sindaco Danilo Silvaggio (foto) ricordandogli «come già in estate il responsabile dell’Utc ha vibrato un’altra ordinanza con cui istituiva la prima isola pedonale d’Italia (su Corso Garibaldi) all’interno della quale venivano vietate tutte le manifestazioni (contenute nel programma estivo dalla Pro Loco) dietro il paravento della tutela della pubblica incolumità e della sicurezza pubblica».

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Per l’ex sindaco Rizzo, Barbieri e Liberto «il tentativo di ostracismo continua imperterrito arrivando al punto nel mese di novembre e dicembre di ostacolare e tergiversare nel rilascio di autorizzazioni varie a certe associazioni mentre tutto era fattibile per altre. Ma l’evoluzione dell’assurdo la ritroviamo nel prototipo di regolamento comunale per l’occupazione del suolo pubblico (frettolosamente copiato ed incollato dal Comune di Serravalle Scrivia!) dal quale si evince il disegno di ampio respiro per la crescita sociale di Maierato: chi è con me fa… chi è contro di me paga…!».

A segnare un nuovo “inverosimile” capitolo della serie, per la Lista Campana, è però quanto accaduto nei giorni scorsi con «i ragazzi del Gruppo Scout, i soci della Pro loco, i ragazzi della Polisportiva di Maierato messi al bando perché abusivamente occupano beni comunali e questi beni devono essere restituiti alla comunità…».

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Capitolo a parte per il Tennis club «sgombrato formalmente» ma che attraverso un’apposita delibera, si è visto affidare «proprio il centro polivalente oggetto delle “ordinanze di sgombero”». A capo di quell’associazione, ricordano ancora i consiglieri di minoranza, «quando le associazioni tutte hanno cominciato a fruire dei locali del centro Polivalente (foto)», vi era proprio «tale Danilo Silvaggio …ma forse il sindaco attuale non sapeva neanche questo perché altrimenti non avrebbe fatto quello sproloquio fuori luogo e davvero inopportuno (per lui!) sulla legalità e trasparenza. In quel momento - stigmatizzano i consiglieri d’opposizione -, sempre per una questione di verità e rispetto della legalità, lo stesso soggetto, in qualità di presidente di associazione beneficiaria dei locali non si è posto proprio né il problema dell’abusivismo né quello della tanto ricercata e fantomatica sicurezza pregiudicata oggi ( a suo dire) dalla realizzazione di opere abusive, né della legalità dell’utilizzo di quei locali da parte sua e dell’associazione da lui rappresentata».

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Ancora, a parere di Rizzo, Barbieri e Liberto, quello che sta avvenendo è «la strumentalizzazione del mancato completamento di una procedura amministrativa, al punto di paventare la necessità di intraprendere grandi azioni legali. Forse sarebbe stato più proficuo per la comunità completare le procedure di assegnazione dei beni piuttosto che ergersi a paladini della giustizia e della legalità senza conoscerne il significato più profondo del termine arrivando perfino a mistificarne fatti e situazioni».

Il sindaco ed il responsabile dell’Utc «dovrebbero semplicemente avere il coraggio di ammettere che quanto stanno facendo è semplicemente una vendetta politica di bassa lega nei confronti di chi non si è allineato a certe logiche e continua ad operare sul territorio con la propria autonomia decisionale. I locali siamo certi che verranno rilasciati in condizioni decisamente migliori di come sono stati trovati così qualcuno potrà attaccare sul suo petto la medaglia della codardia per aver cacciato e messo al bando associazioni che rappresentano decine e decine di famiglie, di bambini, di ragazzi e di adulti che vivono in pieno la comunità di Maierato da sempre, non di certo gente che per 60 anni ha calzato pigiama e pantofole all’imbrunire pensando solo ai propri interessi».

 

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