Regionali, Zingaretti a Maierato in visita allo stabilimento Callipo

E intanto l’imprenditore e neo candidato alla presidenza lancia il suo “manifesto”: «Spazziamo via truffatori e affaristi»
E intanto l’imprenditore e neo candidato alla presidenza lancia il suo “manifesto”: «Spazziamo via truffatori e affaristi»
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Il segretario nazionale del Partito democratico, Nicola Zingaretti, è pronto al suo tour in Calabria. Venerdì 6 dicembre alle 11.30 è prevista la visita allo stabilimento Callipo di Maierato, dove incontrerà l’imprenditore e candidato alla presidenza della Regione, Pippo Callipo. Alle 15 incontrerà invece rappresentanti delle organizzazioni sindacali calabresi. Alle 16 interverrà ad una manifestazione pubblica al T-hotel di Lamezia Terme insieme al re del tonno. «L’arrivo del segretario nazionale – commenta il commissario regionale del Pd Stefano Graziano – è un passaggio importante di quel percorso di rinnovamento e cambiamento che abbiamo costruito negli ultimi mesi. Il Pd con Pippo Callipo candidato governatore vuole cambiare la storia della Calabria».

Ed è proprio l’imprenditore che, oggi, lancia una sorta di manifesto della sua candidatura, iniziando col respingere le critiche con cui sono stati ricordati i suoi trascorsi politici. «Sto dalla parte dei calabresi, non di questa o quella parte politica. Se ho deciso di competere per la presidenza – aggiunge – non è per affermare ragioni squisitamente politiche, pur accogliendo con estremo piacere l’adesione al progetto di cambiamento della Calabria di autorevoli forze del centrosinistra e di una nutrita rappresentanza della società civile con cui mi auguro si possa fare una radicale azione di bonifica dell’Ente Regione». Una regione che «non conta niente in Italia e in Europa», e questo è «insopportabile». «Le mie parole d’ordine – spiega Callipo – sono sempre state: legalità, trasparenza amministrativa, sacrificio per ottenere risultati tangibili, merito e competenza. Mi rendo conto che sono parole che infastidiscono quei calabresi, tra i quali alcuni che in queste ore mi contestano, abituati a galleggiare nel sottobosco politico con l’unica incombenza di fare clientela per il padrone di turno che provvede a remunerarli con risorse pubbliche, ma bisogna farsene una ragione. Il tempo delle chiacchiere e della politica utile solo a se stessa è finito». D’altronde la crisi economica «morde» e la Calabria ha bisogno di «mettere ordine laddove oggi regnano nefaste sovrapposizioni fra politica e burocrazia e cacciando dagli spazi pubblici speculatori e truffatori. La prossima legislatura regionale sarà la salvezza della Calabria, se sapremo programmare le risorse e finalizzarle allo sviluppo e alla crescita, oppure la sua definita soccombenza. Non c’è un terzo scenario».

Quindi ripercorre la tornata elettorale quando decise di candidarsi: «Quando nel 2010 ho provato, con le mie sole forze, assieme ai coraggiosi candidati di “Io resto in Calabria”, ad Italia dei Valori e ai Radicali di Pannella, a dare voce alla Calabria sfiduciata e stanca e ad organizzare un cambiamento dal basso, ho constatato quanto sia difficile sconfiggere idee retrograde, rassegnazione e parassitismi, ma non considero quell’esperienza fallimentare». Tuttavia, nonostante quella sconfitta, «non ho mai cessato – evidenzia l’imprenditore – di denunciare malaffare e affaristi, illegalità e “prenditori”, perché non possiamo rassegnarci a convivere con chi lucra sul bisogno della gente, scambia i diritti per favori e dà della Calabria nel mondo un’immagine deplorevole».

Callipo spiega pure che lavoreranno presto ad «un programma in cui saranno indicati gli obiettivi generali da conseguire e che avrà un monitoraggio periodico e pubblico, ma, la prima cosa da farsi, è riorganizzare la macchina burocratica della Regione, perché smetta di essere una zavorra per coloro che, a costo di molti sacrifici, producono ricchezza e generano opportunità occupazionali». Per il candidato alla presidenza, la Regione deve diventare «un ente utile alla sua società, amico dei cittadini. Pronto a far valere – con l’autorevolezza che deriva dall’avere le carte in regola – le ragioni e i crediti storici enormi che la Calabria vanta dall’Italia. In questo mezzo secolo di regionalismo sono stati commessi innumerevoli errori, lo testimoniano i più affidabili indicatori statistici, ma se fin qui i calabresi hanno assistito con pazienza al deterioramento della politica e al declino economico e sociale, magari nella speranza che le cose si aggiustassero da sole, oggi è il tempo del riscatto. E dipende da tutti noi – conclude Pippo Callipo – nessuno escluso, se la Calabria potrà avere un futuro o se il futuro invece dovrà lasciarselo alle spalle».

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