Elezioni regionali in Calabria, ecco la guida al voto del 26 gennaio – Video

Calabresi chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente della Giunta e i nuovi componenti dell’assemblea di Palazzo Campanella. Seggi aperti dalle 7 alle 23
Calabresi chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente della Giunta e i nuovi componenti dell’assemblea di Palazzo Campanella. Seggi aperti dalle 7 alle 23
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Il conto alla rovescia è ormai terminato. Oggi è il giorno del silenzio elettorale. Domani, domenica 26 gennaio, urne aperte in tutta la regione dalle 7 alle 23 per il rinnovo del consiglio regionale della Calabria. Negli stessi orari si voterà anche in Emilia Romagna. Un consesso, quello calabrese, al cui interno siederanno trenta consiglieri, più il presidente della Giunta regionale. L’elettore dispone di due voti, uno per il candidato governatore e uno per una lista circoscrizionale, sulla quale può esprimere il voto di preferenza. In Calabria non è ammesso il voto disgiunto, quindi nel caso venga espressa solo la preferenza, il voto andrà anche al candidato governatore collegato a quella lista. Si può anche votare per il solo presidente. Entrerà in Consiglio anche l’aspirante governatore primo tra i perdenti.

Ventiquattro dei trenta seggi vengono assegnati su base proporzionale: nove al collegio nord, che comprende la provincia di Cosenza; otto al centro, che racchiude Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone; sette nella circoscrizione sud di Reggio Calabria. Per essere ammesse alla ripartizione dei seggi le coalizioni devono raggiungere almeno l’8%, e le liste che le compongono devono superare lo sbarramento del 4% per sperare nell’assegnazione di un seggio. I restanti sei seggi vengono assegnati su base regionale col sistema maggioritario: in caso di assegnazione di 15 o più seggi alla coalizione vincente, a questa andranno tre seggi mentre gli altri tre finiranno alle liste collegate ai presidenti perdenti che hanno superato lo sbarramento. Se la coalizione vincente non dovesse raggiungere i 15 seggi, si vedrà aggiudicati tutti i sei seggi del maggioritario. Infine, c’è una terza possibilità: se la maggioranza non dovesse raggiungere il 55% dei seggi con il proporzionale, se ne vedrà assegnata una quota aggiuntiva fino al raggiungimento di questa soglia, che verrebbe sottratta alle liste perdenti a partire da quelle con il resto minore.

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