Vibo, passi avanti per concludere il nuovo teatro: pubblicata la gara

Sul “piatto” circa 655mila euro per arredi ed area esterna. Intanto spunta la prima proposta di intitolazione: e non è per un vibonese
Sul “piatto” circa 655mila euro per arredi ed area esterna. Intanto spunta la prima proposta di intitolazione: e non è per un vibonese
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I tempi tecnici, quelli burocratici, quelli della pandemia e quelli di chissà quale altra diavoleria hanno allungato a dismisura l’iter per la realizzazione del nuovo teatro comunale di Vibo Valentia. Un’opera attesa da anni, che ad oggi risulta quasi del tutto completata. L’ultimo tassello è rappresentato dagli arredi e dalla sistemazione esterna, per i quali si attendeva la pubblicazione del bando di gara. Ebbene, il momento è finalmente arrivato. La Stazione unica appaltante della Provincia ha infatti pubblicato la procedura per il completamento del secondo lotto, che scadrà il prossimo 15 luglio a mezzogiorno.

Viaggio (in anteprima) all’interno del nuovo teatro di Vibo – Foto/Video

Si tratta di un appalto da 655mila euro, finanziati in larga misura con un mutuo con la Cassa depositi e prestiti (428mila euro) e poi con un finanziamento del ministero delle Infrastrutture (227mila euro). Nel dettaglio, la spesa verrà così suddivisa: 202mila euro per la sistemazione esterna, 5.200 per la cartellonistica, 4.500 per arredo foyer e biglietteria, 1.800 per l’arredo spogliatoi, 63mila per tende e rivestimenti sala, 60mila per ascensori, 160mila per le poltrone, ed infine 30mila per l’asfalto dell’area limitrofa, per un totale di 528mila euro. Il resto delle somme è destinato a imposte e sicurezza.

Vibo, teatro comunale: via libera al bando per il completamento

L’opera sta per giungere quindi alle battute finali, ed è stata, fino ad oggi, l’emblema dell’irrealizzabile. Erano i tempi di Franco Bevilacqua senatore ed Elio Costa alla sua prima amministrazione, quando al Comune arrivò il finanziamento per il teatro di circa 12 miliardi di lire, ottenuto proprio grazie alla spinta dell’ex parlamentare di An. L’idea iniziale era di costruirlo in viale Accademie vibonesi, luogo poi rivelatosi sottoposto a vincolo archeologico. Diversi anni, diverse amministrazioni, dall’era Sammarco, con cui il progetto lievitò talmente tanto da diventare irrealizzabile mettendo a rischio lo stesso finanziamento, all’era D’Agostino, quando fu messa una pietra alla scelta definitiva del sito, che è quello attuale di Moderata Durant, e fu firmato il contratto con la ditta aggiudicataria. La prima pietra, letteralmente, fu posata sotto l’amministrazione Costa II, nel 2016. E fu proprio quella giunta a scegliere di accendere un mutuo per evitare che l’opera diventasse una nuova incompiuta. Si è arrivati così all’amministrazione Limardo.

A seguire l’iter, oggi, è l’assessore ai Lavori pubblici Giovanni Russo. Dall’aggiudicazione definitiva dell’appalto, se tutto filasse liscio, potrebbero essere sufficienti i restanti mesi di questo nefasto 2020 per regalare una piccola gioia al mondo della cultura vibonese, aprendo il sipario – non più in senso metaforico – al nuovo teatro comunale di Vibo Valentia.

Nuovo teatro a Vibo, continuano i lavori grazie ad un mutuo

Nel frattempo in commissione Urbanistica, alcuni giorni fa, è spuntata una prima proposta di intitolazione della struttura. L’ha avanzata il consigliere Pietro Comito, per il quale la figura giusta a dare un nome al palazzo culturale per eccellenza è quella di Raf Vallone. Il tropeano Raf Vallone, attore, regista, giornalista (ed anche calciatore con la maglia del Torino). Secondo Comito, nel campo del teatro e del cinema Vallone, pur non essendo vibonese doc («ma io Tropea la considero parte di Vibo, non bisogna fermarsi ai confini geografici»), è il personaggio adatto a vedersi intitolato il teatro. Ma ci sono ancora alcuni mesi di tempo per scegliere, con la speranza che il passo determinante sia stato compiuto e Vibo possa nuovamente avere un posto adatto ad ospitare gli spettacoli, dopo la demolizione del primo teatro negli anni ’60 e la parentesi del “Valentini”.