VIDEO | Il sindaco di Vibo tira le somme del 2025. Esalta gli obiettivi raggiunti a cominciare dalla chiusura di alcuni cantieri e la riapertura del teatro e ricorda con dolore il dramma che si è consumato nel Parco urbano. Rimodulazione dell’esecutivo «in uno o due mesi», scala mobile «entro giugno»
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«Un anno importante sotto tutti i punti di vista, fatto di programmazione, risultati concreti e una visione chiara della città». È il bilancio del 2025 che si è appena concluso, tracciato dal sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, tra obiettivi raggiunti, momenti difficili e le sfide che attendono l’amministrazione nel nuovo anno.
Romeo parla di un 2025 positivo, segnato da numerose iniziative e soprattutto da finanziamenti ottenuti nei settori strategici del sociale e dei lavori pubblici. «Significa che l’amministrazione e la squadra lavorano – sottolinea – e che questa programmazione produce risultati. C’è una visione della città e i fatti lo dimostrano».
Non manca però il riferimento a un evento doloroso che ha segnato l’anno appena trascorso: la morte del piccolo Francesco Mirabelli a causa di un incidente nel parco urbano. Il sindaco lo ricorda con grande commozione, parlando di una sofferenza ancora viva: «È qualcosa che resterà nel mio cuore, come resterà nel cuore di chi ha sofferto, soprattutto la famiglia coinvolta». Un passaggio umano, lontano dalla retorica, che testimonia il peso emotivo del ruolo istituzionale.
Guardando invece ai momenti più belli, Romeo cita senza esitazione la chiusura definitiva di cantieri aperti da decenni e il recupero di opere rimaste incompiute. Tra queste resta ancora la scala mobile, ma l’obiettivo è chiaro: «Penso che entro giugno riusciremo a risolvere anche questo». Un approccio pragmatico, rivendicato dal primo cittadino: «Niente voli pindarici, ma cose pratiche che restituiscono normalità alla città».
Grande soddisfazione anche per l’apertura, dopo oltre 20 anni di attesa, del teatro comunale, definita una «vera inaugurazione» per segnare la distanza da quella avvenuta ormai quasi due anni fa ma solo per un giorno. «Quella sera ero estremamente emozionato – racconta – perché il teatro è un punto di ritrovo culturale e di aggregazione che farà crescere la città». Tra le priorità future c’è proprio il completamento del percorso per restituire pienamente la struttura alle sue funzioni ottimali.
Sul piano politico, Romeo annuncia piccoli ritocchi alla giunta: «La squadra funziona, ma faremo probabilmente qualche aggiustamento nei prossimi 30-60 giorni. Non saranno terremoti, ma un rafforzamento». Quanto agli equilibri in Consiglio e di conseguenza la necessità di mettere mano all’esecutivo, la domanda che gli facciamo è secca e si riferisce al crescente peso nel Pd della componente che si rifà al consigliere regionale di Soverato, Ernesto Alecci: “Ha vinto lui?”. Il sindaco se la cava con un classico: «Non ha vinto Alecci, ha vinto la politica». Che poi, in questo caso, è praticamente la stessa cosa. Dunque, riconosce l’esistenza di un nuovo gruppo consiliare e ammette anche alcuni errori di valutazione, ribadendo quindi la necessità di dare spazio a una realtà che ha sostenuto l’amministrazione.
Ampio spazio, infine, al tema della sanità, da sempre nodo cruciale per il territorio vibonese. Il sindaco invita alla prudenza dopo il recente Dca che ha destinato circa 7,6 milioni di euro al Vibonese: «Non è la panacea di tutti i mali, i problemi restano enormi». Pur riconoscendo l’importanza delle proteste delle associazioni, Romeo sottolinea però la necessità di un confronto costruttivo: «Con le denunce non si va lontano, bisogna lavorare gomito a gomito con chi gestisce la sanità, con i medici e con gli operatori». Stesso concetto ribadito qualche ora dopo in un documento unitario del comitato ristretto della Conferenza dei sindaci di cui fa parte, unico esponente di centrosinistra, insieme ai primi cittadini di Mileto, Pizzo, Vazzano e Nicotera.
Infatti, rivendica con forza il ruolo della Conferenza dei sindaci, definendola «una forza dirompente» perché per la prima volta il territorio si sta presentando in modo unitario. «I problemi della sanità non sono solo di Vibo città, ma di tutta la provincia. Serve riequilibrare il sistema, rafforzarlo dal punto di vista economico e dei servizi». Nuovi incontri con i commissari sono già in programma, anche per affrontare questioni ancora irrisolte come la neurologia.
In chiusura, gli auguri ai cittadini. «Essere sindaco della propria città è la cosa più bella che ci possa essere – dice Romeo – lo faccio con entusiasmo e con il cuore in mano». Un messaggio che, a suo dire, sta arrivando ai vibonesi: «In questi giorni ricevo tanto affetto. Auguro a tutti un anno di successi per la città. Vibo può tornare a essere ciò che era».




