La mossa era nell’aria già da qualche giorno ma la congiuntura politica ha impresso alla scelta una decisa accelerazione. Indicata tra le figure destinate a cedere il passo nella rimodulazione della Giunta comunale di Vibo Valentia, l’assessore Vania Continanza si è dimessa stamane e alla vigilia dell’assemblea del Partito democratico (in programma nel pomeriggio di oggi), lo stesso che la indicò circa un anno e mezzo fa.

La delegata alla Pubblica istruzione - docente prestata alla politica - ha dunque giocato d’anticipo, schivando la prevedibile mossa del sindaco Enzo Romeo che l’avrebbe sacrificata per far spazio al capogruppo democrat Francesco Colelli il quale, rimettendo le deleghe allo Spettacolo, giorni fa ha aperto un fronte tutto interno alla maggioranza, in polemica con il possibile ingresso in Giunta di esponenti vicini al consigliere regionale Ernesto Alecci.

Dalla Continanza, che ha spiegato le sue ragioni in una missiva indirizzata al primo cittadino, il richiamo «ad un’attenta valutazione sull’attuale contesto politico-amministrativo» e ad un gesto che vuole «facilitare il superamento dell’impasse che da giorni è sotto gli occhi di tutti».

Il bilancio è quello di «un’esperienza che mi ha consentito di mettere a disposizione della comunità nella quale vivo ed opero tutto il mio bagaglio professionale e culturale, al servizio degli studenti, del personale e dei dirigenti scolastici che ringrazio per il clima collaborativo e la stima dimostratami in ogni circostanza. Ho lavorato con spirito di abnegazione rispondendo alla chiamata del sindaco e del Partito democratico che ovviamente ringrazio per la fiducia - aggiunge -, ed impegnandomi a ricostruire un settore che oggi poggia su solide basi oltre che su professionalità qualificate che mi hanno dato pieno supporto fino alla fine del mio mandato».

Romeo al momento incassa senza colpo ferire, mentre avrebbe bocciato il nome dell’assessore proposto dall’area Alecci, che aveva indicato l’imprenditore Enzo Mirabello. Per garantire la rappresentanza di genere - avrebbe imposto Romeo - serve un nome al femminile.

Il diretto interessato, per il quale ipoteticamente si profilava una delega al Commercio, sminuisce e parla di occasione persa per il tessuto economico della città mentre smentisce senza mezzi termini che al suo posto possa entrare in Giunta la figlia Chiara. In serata, alla biblioteca comunale, la riunione del Pd che inevitabilmente affronterà il nodo Giunta e le “intemperanze” degli alecciani. Un appuntamento che già si preannuncia infuocato.