«Un gesto che non può cadere nel vuoto». Le dimissioni di Gernando Marasco da segretario cittadino del Partito democratico continuano a far discutere e a mettere in evidenza le fratture che attraversano il centrosinistra vibonese. A intervenire è questa volta Vania Continanza, ex assessora alla Pubblica Istruzione della giunta Romeo, che esprime pubblicamente stima e solidarietà nei confronti dell'ormai ex dirigente dem, invitando il partito e gli amministratori a una riflessione sulle ragioni del suo passo indietro.

Una presa di posizione che contribuisce a tenere accesa l'attenzione su dimissioni che il Pd, almeno per il momento, non ha ancora commentato ufficialmente. E che arriva come sale sulle ferite di una maggioranza sempre più lacerata al proprio interno, tra riposizionamenti politici, nuovi equilibri consiliari e tensioni che continuano ad affiorare nonostante le rassicurazioni del sindaco Enzo Romeo sulla tenuta della coalizione.

Le parole di Continanza assumono un significato particolare anche per il suo percorso politico. La docente del liceo Morelli aveva infatti lasciato la giunta comunale lo scorso febbraio, nel pieno delle tensioni che avevano accompagnato il primo rimpasto dell'esecutivo. Oggi torna a intervenire pubblicamente su una vicenda che riguarda direttamente il partito di maggioranza relativa e uno dei suoi esponenti cittadini.

Continanza: «Un professionista e un politico intellettualmente onesto»

«Ho appreso con sincero rammarico che il segretario cittadino del Partito Democratico ha deciso di rassegnare nelle mani del segretario regionale Nicola Irto, le proprie dimissioni», esordisce Continanza nella nota.

L'ex assessora evita di entrare nel merito delle motivazioni che hanno portato Marasco a lasciare l'incarico, ma tiene a sottolinearne le qualità umane e politiche: «Senza voler in alcun modo pronunciarmi, rispetto alle ragioni che hanno indotto un docente ed un pensatore libero di questa città a compiere tale gesto, ritengo, tuttavia, di dover esprimere pubblicamente la mia stima ed il mio apprezzamento prima di tutto per il professionista e poi per il politico che preferisce lasciare la poltrona dopo aver constatato la carenza di stimoli, pur avendo effettuato un lavoro egregio, figlio della sua pacatezza e della sua onestà intellettuale».

Parole di apprezzamento, dunque, ma anche un invito a non archiviare frettolosamente una decisione che rischia di avere conseguenze sugli assetti del partito cittadino.

«Si tratta di un gesto che, però, non può cadere nel vuoto in nome dei consueti strani meccanismi della politica, ma deve indurre tutti, gli iscritti, gli amministratori, i cittadini comuni, ad una approfondita riflessione».

Secondo Continanza, Marasco rappresenta una risorsa che il centrosinistra non dovrebbe disperdere: «Gernando Marasco, infatti, ha rappresentato e continuerà a costituire una risorsa significativa per il Partito democratico e, magari, anche per l’amministrazione di centro-sinistra attualmente alla guida della nostra Vibo».

«Per me è stato un punto di riferimento costante»

Nella sua riflessione, l'ex componente dell'esecutivo Romeo richiama anche l'esperienza amministrativa condivisa indirettamente con Marasco durante il periodo trascorso a Palazzo Luigi Razza.

«Durante i 18 mesi nei quali ho rivestito il ruolo di assessore alla Pubblica Istruzione ed all'Università, egli ha costituito per me un punto di riferimento costante, un interlocutore valido in tema di istruzione e non soltanto, capace di andare sempre al nocciolo delle questioni, persino le più complesse e difficili da trattare».

E aggiunge: «Gernando, perchè per me è rimasto essenzialmente un collega ed un amico, non ha mai cercato postazioni o situazioni di comodo, tantomeno riflettori accesi, contraddistinguendosi, pressoché esclusivamente, per lo spirito di abnegazione con cui ha messo a disposizione del comparto scuola le sue ben note competenze».

Infine l'auspicio di un ripensamento: «Qualora non intenda ritornare sui propri passi, come sarebbe auspicabile, gli auguro di ritrovare presto quantomeno quegli stimoli che ha dichiarato di aver perso, senza entrare nei dettagli di una decisione assunta con dignità, ma probabilmente con sofferenza».

Il silenzio del Pd e le tensioni nella maggioranza

L'intervento di Continanza si inserisce in un quadro politico già particolarmente agitato. Le dimissioni di Marasco, motivate con ragioni personali ma anche con la mancanza degli stimoli necessari a proseguire l'impegno politico, sono arrivate dopo quelle di altri due dirigenti del circolo cittadino, Angelo Calzone e Gregorio Vinci. Una sequenza che ha offerto alle opposizioni l'occasione per tornare ad attaccare il sindaco Romeo, sostenendo che la maggioranza stia progressivamente perdendo coesione.

Sul fronte amministrativo pesano ancora le immagini del Consiglio comunale del 29 ottobre, quando nessun consigliere di maggioranza si presentò alla prima convocazione. Il giorno successivo Romeo respinse le accuse di crisi, rivendicando la compattezza della coalizione. Nel frattempo, la nascita di nuove federazioni consiliari e la prospettiva di un ulteriore rimpasto hanno reso ancora più complessi i rapporti tra le diverse componenti del centrosinistra.

In questo scenario, il silenzio del Pd sulle dimissioni del proprio segretario cittadino finisce inevitabilmente per alimentare gli interrogativi. Continanza non muove accuse dirette ai vertici del partito, né attribuisce alla crisi della maggioranza le ragioni della scelta di Marasco. Ma il suo appello a non lasciare cadere nel vuoto quel gesto assume anche un evidente rilievo politico.

Un'altra voce proveniente dall'interno dell'esperienza amministrativa di centrosinistra richiama l'attenzione sulle difficoltà di una coalizione che, mentre cerca nuovi equilibri, continua a fare i conti con le proprie divisioni.