venerdì,Settembre 29 2023

Crescono i casi covid in Italia, il ministero della Salute anticipa la campagna vaccini

Le consegne del siero a partire dal 25 settembre. Il ministro Schillaci: «Le categorie per cui sono fortemente raccomandate sono i fragili, gli ultra sessantenni e gli operatori sanitari»

Crescono i casi covid in Italia, il ministero della Salute anticipa la campagna vaccini

«Il ministro ha ritenuto opportuno anticipare l’inizio della campagna vaccinale» anti-Covid. «Per tale ragione il ministero ha ottenuto l’anticipo delle consegne di vaccino dalla settimana del 2 ottobre alla settimana del 25 settembre». È la comunicazione che, a quanto apprende l’Adnkronos Salute, è arrivata a tutte le Regioni dall’Ufficio attività tecnico-logistiche della Direzione generale Prevenzione del ministero della Salute, riguardo alle attività preparatorie per l’avvio della campagna vaccinale anti-Covid in Italia. Le dosi di vaccino aggiornato per coprire le nuove varianti di Sars-CoV-2 arriveranno dunque già dalla prossima settimana, come annunciato anche dal ministro Orazio Schillaci. Mentre «le successive consegne – si legge nella comunicazione – avverranno comunque dalla settimana del 9 ottobre».

«I numeri dei contagi Covid in assoluto sono aumentati ed era prevedibile, veniamo dal periodo estivo dove c’è movimento di persone. Un dato in linea e che potrebbe crescere vista l’apertura delle scuole, ma non c’è allarmismo: i dati che ci interessano sono i ricoveri e gli accessi nelle terapie intensive e sono dati trascurabili e siamo fiduciosi». Ha evidenziato il ministro Schillaci intervenuto a Rtl 102.5. «Le categorie per cui sono fortemente raccomandate sono i fragili, gli ultra sessantenni e gli operatori sanitari», ricorda il ministro che poi aggiunge: «È un presidio fondamentale e partiremo anche con una campagna per ricordare ai cittadini di vaccinarsi per il Covid e l’influenza. I vaccini Covid saranno gratis per tutti anche per chi non rientra nelle categorie per cui lo raccomandiamo». Si farà in farmacia? «Credo di sì, stiamo valutando la distribuzione insieme alle regioni, punteremo molto su loro e sui medici di famiglia», ha risposto Schillaci.

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