lunedì,Giugno 27 2022

Serra, i dubbi di Procopio e Tassone sull’ubicazione della Casa della comunità

I consiglieri di minoranza: «La sua realizzazione nella struttura del “San Bruno” rischia di diventare un pericoloso atto preparatorio per lo smantellamento dello stesso ospedale, eventualità che non possiamo accettare». Tirato in ballo il sindaco

Serra, i dubbi di Procopio e Tassone sull’ubicazione della Casa della comunità
L'ospedale di Serra San Bruno

«La realizzazione della Casa della Comunità nella struttura del “San Bruno” rischia di diventare un pericoloso atto preparatorio per lo smantellamento dello stesso ospedale, eventualità che non possiamo accettare e rispetto alla quale ci opporremo con tutte le nostre forze».

I consiglieri comunali di minoranza Antonio Procopio e Luigi Tassone lanciano l’allarme asserendo di volerci «vedere chiaro su tutto ciò che sta accadendo in riferimento agli aspetti sanitari riguardanti il nostro territorio. Inizialmente – sostengono i due esponenti del Pd – era stato deciso di ubicare la Casa della Comunità nei locali dell’ex Distretto sanitario, adesso ci ritroviamo di fronte ad uno spostamento che nessuno ha spiegato e che sembra prefigurare scenari da rigettare. Addirittura, ciò, per come si evince dal contenuto della delibera dell’Asp, è avvenuto con il colpevole avallo del sindaco». [Continua in basso]

I consiglieri di minoranza rimarcano pertanto che «è inspiegabile l’atteggiamento passivo e di accettazione acritica da parte dell’amministrazione comunale delle decisioni maturate in altre sedi. Oggi – aggiungono – dobbiamo fare i conti con una realtà opposta rispetto a quella descritta qualche settimana fa dal sindaco, che, rispondendo con supponenza all’opposizione, aveva rassicurato sull’ubicazione all’interno dell’ex Distretto. Inoltre, ci domandiamo perché l’argomento non sia nemmeno stato sfiorato nell’Assemblea dei sindaci. Sindaci che, in molti casi, ci hanno riferito di essere rimasti finora all’oscuro di tutto. Il posizionamento della Casa della Comunità – affermano ancora i consiglieri di minoranza – in un ospedale il cui reparto di Lungodegenza non è pienamente operativo e la cui Riabilitazione è rimasta a livello di idea teorica pare tradurre la volontà di sostituire nel medio-lungo periodo il nosocomio con un Poliambulatorio per sopperire all’assenza della rete territoriale. Abbiamo dunque bisogno di una classe dirigente meno succube dell’Asp, capace di opporsi a progetti scellerati e che sappia difendere i presidi di tutela della salute. Il sindaco – concludono Antonio Procopio e Luigi Tassone – smetta di rimanere in silenzio, dia garanzie sulla permanenza di un ospedale vero e non sulla carta e guidi ogni azione utile a difendere il diritto alla salute degli abitanti dell’area montana».

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