LA LETTERA | “La sanità vibonese non può permettersi di perdere il dottor Ussia”

Una paziente che afferma di “dovere molto” al medico in servizio nel reparto di Ortopedia dello Jazzolino (messo in congedo per limiti di età), chiede all’Asp di tornare sui propri passi e riconsiderare la decisione  

Una paziente che afferma di “dovere molto” al medico in servizio nel reparto di Ortopedia dello Jazzolino (messo in congedo per limiti di età), chiede all’Asp di tornare sui propri passi e riconsiderare la decisione  

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Dopo l’appello di un gruppo di cittadini vibonesi, sento l’obbligo morale di intervenire per rimarcare e sottolineare la figura professionale del dottor Alfonso Ussia, eccellente medico, straordinario chirurgo ortopedico e di altrettanta umanità in servizio nell’ospedale “Jazzolino” di Vibo, che ho potuto conoscere dopo aver subito un grave incidente stradale. 

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Dopo un lungo periodo di attesa viene pubblicata la delibera dove, per motivi solo all’Asp chiari, il dottor Ussia, pur essendosi classificato primo in graduatoria, viene messo da parte per sopraggiunti limiti di età (?). 

Senza nulla togliere agli altri colleghi candidati, ecco che ancora una volta, un’altra figura importante per la nostra sanità vibonese, è costretta a lasciarci. Allora, insieme a tanti altri cittadini basiti ed inermi di fronte a questo gioco al massacro, per non dire delle “tre carte”, mi chiedo e chiedo alla dirigente come mai, il dottor Ussia prima era un candidato dai requisiti idonei e subito dopo il concorso non lo è più stato?

Cosa ha impedito al dottor Ussia di continuare ad essere una forza ed un valore aggiunto, forte della sua esperienza ultra-trentennale, riportando in auge, assieme agli altri ottimi colleghi, senza tralasciare il lavoro e l’abnegazione degli infermieri ed ausiliari tutti, uno dei tanti reparti sofferenti e carenti del nostro territorio? 

A quanto pare, qualcosa non ha funzionato! Anzi, si! I soliti corvi ed avvoltoi che si aggirano lungo i corridoi dei reparti o che fanno comunella nello spazio antistante l’entrata del nosocomio. Invito quindi l’azienda tutta a riflettere, e chiedo, a nome di tanti altri malati calabresi, nello specifico della provincia di Vibo, che per curarsi sono costretti ad affrontare i cosiddetti “Viaggi della speranza”, provocando disagi psichici, economici e familiari, di dare l’opportunità ed il diritto alle cure, che sono alla base della dignità delle sofferenze umane. 

L’appello, rivolto ai dirigenti si tutti i livelli ed in particolare modo al Direttore Generale Angela Caligiuri, è quello di prendere più a cuore le sorti della sanità vibonese, nel rispetto delle regole, dei meriti, uguali per tutti. 

Una paziente che molto deve, a chi tanto ha dedicato professionalità e cure. Grazie e cordiali saluti.

Lettera firmata

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