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Il numero uno dei carabinieri in Calabria in visita a LaC e a Il Vibonese.it – Video

Il generale Pietro Salsano, il colonnello Luca Toti, comandante provinciale dell'Arma di Vibo, il comandante del Reparto operativo di Catanzaro, tenente colonnello Roberto Di Costanzo, e il comandante del 14° Battaglione carabinieri Calabria, tenente colonello Nicola Melidonis in visita negli studi televisivi e nella redazione delle due testate per una sinergia con il gruppo Diemmecom

Il numero uno dei carabinieri in Calabria in visita a LaC e a Il Vibonese.it – Video

«State facendo un gran lavoro. Siamo al vostro fianco, operare e crescere in Calabria è più difficile che altrove, ma siete sulla strada giusta. Non arrendetevi mai, non arretrate, andate avanti». Ci sono parole che rappresentano molto più di un attestato di stima: sono un’iniezione di fiducia, carburante per un motore fatto di professionalità e passione. Quello che fa girare il network di LaC e che ieri ha potuto contare sulla benzina a gran numero di ottani che ha rappresentato la visita nella redazione centrale del Gruppo Diemmecom, del generale di brigata Pietro Salsano, comandante della Legione Carabinieri Calabria. Ad accompagnare il generale, c’erano il comandante provinciale dei carabinieri di Vibo Valentia, colonnello Luca Toti, il comandante del Reparto operativo di Catanzaro, tenente colonnello Roberto Di Costanzo, e il comandante del 14° Battaglione carabinieri Calabria, tenente colonello Nicola Melidonis. Accolti dall’editore di LaC e presidente della Diemmecom, Domenico Maduli, dal direttore generale Maria Grazia Falduto, dal direttore di rete Franco Cilurzo e dai direttori delle testate giornalistiche del Gruppo (LaC Tv, LaCnews24.it, CosenzaChannel.it, Il Reggino.it e il Vibonese.it), i massimi rappresentanti dell’Arma in Calabria hanno visitato gli studi televisivi e la redazione, intrattenendosi a lungo con l’editore, i giornalisti e i tecnici. E, come accennato, non è stato un incontro banalmente formale, né un retorico momento di semplice cortesia istituzionale, ma un momento di autentica sintonia tra il mondo dei media e l’Arma. Una preziosa occasione di confronto che, per essere compresa appieno, va inquadrata in un contesto, quello calabrese appunto, che vede l’informazione e i carabinieri operare nella stessa direzione: affermare il primato della legalità. [Continua in basso]

Un obiettivo che viene perseguito con strumenti e professionalità profondamente diverse, ma coincidente nelle finalità. Da una parte l’Arma, quotidianamente impegnata a prevenire e reprimere ogni forma di illegalità, offrendo un contributo fondamentale anche in ambiti più vasti e articolati come la salvaguardia ambientale, dall’altra il maggiore network calabrese, che con i suoi canali televisivi e le sue quattro testate web, assicura visibilità e copertura giornalistica all’attività dei carabinieri e di tutte le altre forze dell’ordine. Concetti che ieri a Vibo Valentia sono stati rimarcati nel corso della lunga visita che si è protratta per oltre due ore, conferma di una sinergia autentica che ha travalicato le formalità e gli impegni in agenda.

L’occasione è servita anche per uno stimolante confronto sull’informazione e sulla libertà di stampa, arricchito dalle prospettive diverse da cui è stato analizzato il tema. Da una parte, le forze dell’ordine che rappresentano una fonte imprescindibile, dall’altra i giornalisti, che quotidianamente quelle notizie devono lavorarle e divulgarle, contemperando il diritto all’informazione con i diritti delle persone coinvolte in operazioni di polizia. Un equilibrio doveroso ma non sempre facile da raggiungere, soprattutto in un settore altamente competitivo come quello della comunicazione online. Difficoltà che in Calabria vengono acuite dalla complessità del contesto ambientale, ma che possono essere affrontate con alti livelli di professionalità, come ha sottolineato lo stesso Salsano.

Sulla stessa lunghezza d’onda Maduli, che ha individuato nell’ambiguità di molti ambienti uno degli ostacoli maggiori da affrontare: «È il vero problema di questa terra – ha detto il presidente di Diemmecom -. Ma questa ambiguità va stanata, le va data un volto, iniziando dalle pubbliche amministrazioni corrotte e infiltrate che controllano la vita delle comunità e frenano lo sviluppo sano di questa terra. Ecco perché non basta più dire “io non sono mafioso”, bisogna avere anche la credibilità e la forza etica di rivendicare una totale distanza dalla ‘ndrangheta e da chi ne fa parte, anche quando questa militanza è velata e si esprime soltanto in atteggiamenti mafiosi ispirati dal desiderio di sopraffazione». Parole che hanno trovato un prestigioso riscontro nell’omaggio che il generale Salsano ha fatto a Maduli e a tutto il network di LaC: un crest, cioè uno stemma ufficiale dell’Arma, che riproduce l’eroica carica di Pastrengo del 1848, durante la Prima guerra d’indipendenza, quando i carabinieri reali infransero la linea nemica, inducendo gli austriaci a ripiegare e salvando Carlo Alberto di Savoia.

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