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Soriano, i ragazzi del liceo ricordano il commissario vibonese morto in un lager

In occasione della Giornata della memoria, manifestazione organizzata dall'Anpi e dedicata a Nicola Amodio. La sua storia ripercorsa grazie all'opera teatrale “Se siamo qui e non altrove...”

Soriano, i ragazzi del liceo ricordano il commissario vibonese morto in un lager
Un momento della manifestazione e, nel riquadro, il commissario Amodio
L’interpretazione degli studenti

A Soriano Calabro Giornata della memoria dedicata a un figlio del territorio vibonese, che per aver fermamente creduto nei suoi ideali sul finire della Seconda guerra mondiale è stato deportato e ucciso nel campo di concentramento di Mauthausen. Si tratta del commissario di Polizia Nicola Amodio, originario di Pizzo Calabro e in servizio in quegli anni a La Spezia. La sua figura è stata al centro della manifestazione organizzata dal Comitato provinciale di Vibo Valentia dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) e dal Liceo scientifico “Niccolò Macchiavelli”. In particolare, i ragazzi della scuola diretta dalla preside Tiziana Furlano hanno messo in scena l’opera teatrale “Se siamo qui e non altrove…” che ripercorre i drammatici momenti vissuti dal commissario Amodio e dal suo collega, Ludovico Vigilante, dopo l’arresto ad opera dei nazifascisti nel novembre del 1944. Il testo teatrale è della scrittrice molisana Maria Carmela Mugnano, oggi presente alla manifestazione a Soriano. [Continua in basso]

Un’opera – come tiene la stessa Mugnano a ricordare – che trae origine in realtà da un libro: “Polizia e Cittadini nella Resistenza – i martiri dimenticati” che, scritto a quattro mani dai poliziotti spezzini Vincenzo Marangione e Tarcisio Trani, ha il merito di aver strappato all’oblio la storia di quei loro colleghi che dopo l’armistizio del ’43 e la nascita della Repubblica di Salò decisero di opporsi al nazifascismo e si spesero in prima persona per fare espatriare antifascisti e famiglie ebree, da La Spezia alla Svizzera, strappandoli così alla deportazione. Una scelta che pagarono con la vita. Tra loro appunto, anche il vibonese Nicola Amodio. «È una grande emozione – ha detto Maria Carmela Mugnano davanti alla platea sorianese, nei locali del Museo del terremoto – portare la storia di questi uomini nelle loro terre d’origine. È importante farli conoscere e far conoscere gli ideali che li animarono, perché è da essi e dal loro sangue che nasce la nostra libertà e la nostra Costituzione».     

L’intervento di Armellino (Anpi)

Il testo teatrale così come il libro fanno parte di un progetto divulgativo per la memoria messo in piedi dall’Anps (Associazione nazionale della Polizia di Stato) di La Spezia e rivolto soprattutto ai giovani e alle scuole. «Vedere questi ragazzi entrare nei panni dei commissari Amodio e Vigilante, vederli interpretare i loro sentimenti, mi riempie di gioia e mi fa ben sperare per il futuro, perché sicuramente oggi sarà rimasto qualcosa di importante a tutti loro», ha detto la scrittrice dopo l’esibizione degli studenti – diretti dalle professoresse Marzia D’Ambrosio e Maria Teresa Daffinà. A prendere la parola durante la manifestazione di questa mattina anche il presidente di Anpi Vibo Carmine Armellino, che invitato i ragazzi a «stare sempre vigili e difendere la Costituzione e la democrazia, soprattutto alla luce di esempi non troppo lontani di Paesi in cui oggi stanno venendo meno alcune libertà fondamentali». Armellino ha poi ricordato il contributo che la Calabria ha dato alla Resistenza, con tanti suoi figli pronti a sacrificare la propria vita per liberare l’Italia da giogo nazifascista: «Sono in corso delle ricerche, perché nel gruppo del commissario Amodio c’era anche un altro poliziotto vibonese ed era nato proprio a Soriano: Alfonso Filardi». Eccola, la storia che ci tocca da vicino.

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