mercoledì,Luglio 24 2024

Confiscata dopo uno sbarco migranti, barca a vela viene consegnata al Nautico di Catanzaro

Il progetto prevede anche l'utilizzo di un simulatore nautico ad alta tecnologia, costruito in Calabria, che fornisce ai giovani uno strumento didattico definitivo per chi vuole imparare a navigare in maniera professionale

Confiscata dopo uno sbarco migranti, barca a vela viene consegnata al Nautico di Catanzaro
Barca a vela consegnata agli studenti di Catanzaro

È stato inaugurato il progetto “Laboratorio nautico innovativo”, ideato dall’istituto tecnico Petrucci di Catanzaro, che ha anche un indirizzo nautico, basato sulla possibilità di utilizzare un bene confiscato per la formazione degli studenti. Al centro dell’iniziativa il natante “Alberto”, una barca a vela sequestrata in occasione di uno sbarco di migranti nel territorio di Sellia Marina. «Tre i concetti fondamentali – ha affermato la dirigente dell’istituto, Elisabetta Zaccone – che sono il cardine dell’azione educativa del progetto: legalità, innovazione e formazione ‘on the job’. Scopo del progetto é quello di fare maturare negli studenti la consapevolezza che da azioni illecite, come quella dell’immigrazione clandestina gestita dalle associazioni criminali, può nascere un recupero di diritti da parte di tutta la collettività».

Il progetto prevede, inoltre, l’utilizzo di un simulatore nautico ad alta tecnologia, costruito in Calabria, che fornisce ai giovani uno strumento didattico definitivo per chi vuole imparare a navigare in maniera professionale. Il simulatore è stato concepito e progettato con l’intento di fornire un vasto assortimento di funzionalità capaci di generare e gestire vari scenari formativi e di monitorare in modo continuo i progressi degli studenti e i loro percorsi di acquisizione delle competenze. «L’allestimento della strumentazione sull’imbarcazione – ha aggiunto la professoressa Zaccone – consentirà ai ragazzi di acquisire nuove competenze, mettendo in pratica ciò che hanno appreso sul simulatore. La formazione in mare darà modo agli studenti di acquisire un apprendimento che colmerà il divario tra l’esperienza formativa e la realtà lavorativa, favorendo la memorizzazione e la conservazione di quanto appreso in aula e in laboratorio. In tal modo la loro esperienza formativa sarà più solida e spendibile sul mercato del lavoro». (Ansa)

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