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Dal “caso” acqua alla viabilità colabrodo, Codacons Vibo: «Per rilanciare il territorio servono servizi di qualità»

Bollette salate, il commercio in crisi e il progetto per implementare le attività artigianali nel cuore della città. Il referente provinciale Cricenti: «Bisogna valorizzare il made in Vibo». E sul tema della disabilità: «Famiglie lasciate sole»

Dal “caso” acqua alla viabilità colabrodo, Codacons Vibo: «Per rilanciare il territorio servono servizi di qualità»

«Per implementare i consumi servono servizi di qualità». Ne è convinto l’avvocato Claudio Cricenti, dell’Ufficio legale nazionale e referente provinciale Codacons Vibo Valentia. Il sodalizio, presente sul territorio da oltre un decennio, analizza le problematiche che stanno attanagliando cittadini e imprese nel comprensorio vibonese. Con l’approssimarsi delle festività natalizie, infatti, le famiglie «soffrono il peso derivante dallo scadere di molte richieste di pagamento (luce, gas, acqua, tari) adempimenti fiscali e spese ordinarie». Eppure, nonostante le tasse in scadenza, troppo spesso i cittadini hanno dovuto fare i conti con disservizi «che hanno inciso enormemente sulle dinamiche familiari. Ad esempio – fa rilevare – si sono registrate criticità nel servizio idrico per quanto concerne alcune porzioni di Vibo, Bivona e Triparni. Carenza idrica – aggiunge il legale – che si è tradotta in difficoltà per i cittadini, costretti ad acquistare casse e casse d’acqua piuttosto che prodotti specifici per l’infanzia, per sopperire alle esigenze quotidiane». Non solo gli abitanti «devono pagare per fornirsi di acqua per gli usi domestici ma il più delle volte devono sostenere importanti costi per bonificare i serbatoi. Al contempo si vive con la paura di un’acqua non sempre “potabile” e con il rischio di una nuova ordinanza di divieto o comunicazione di interruzione del servizio». Oltre al danno, anche la beffa: «Immaginate la reazione di una famiglia, da mesi alle prese con disservizi idrici, che si ritrova a dover pagare bollette onerose. Su tale fronte, oltre a indicare e sostenere gli utenti nei percorsi di risarcimento, il Codacons ha anche sollecitato il Comune a rideterminare il canone e risolvere il problema una volta per tutte. Si tratta di una battaglia di civiltà a tutela di diritti sacrosanti». Dietro alla carenza idrica, infatti, si celano decine e decine di famiglie magari composte da persone anziane, o con bimbi ancora in fasce, o con persone disabili bisognose di costante assistenza: «A Triparni – fa ancora rilevare il legale – è stata segnalata per settimane una perdita d’acqua lungo l’arteria stradale. Ebbene, tutte queste situazioni si riflettono sulla qualità della vita dei residenti».

Il rilancio dell’economia locale

A condizionare i consumi c’è anche un altro lato della medaglia. Ovvero la carenza occupazionale, prestazioni sottopagate, incertezza lavorativa: «La capacità di acquisto resta bassa. Tante persone, anche in vista del Natale, preferiscono gli acquisti on line. Questo non genera beneficio sul territorio e danneggia le realtà produttive locali. Il fenomeno -anticipa l’avvocato Cricenti- ha però radici complesse. È necessario permettere al commercio di svilupparsi non solo a Natale o in occasione di determinate ricorrenze. Un passaggio possibile aiutando chi fa impresa, calmierare i prezzi di locazione degli immobili, consentire il rilancio dei locali siti nel centro storico». Il progetto è ambizioso e potrebbe aprire la strada a nuove opportunità: «L’idea è di proporre proprio nel cuore antico della città, la costituzione di Vibo come centro commerciale naturale, incentivar e l’apertura di nuovi negozi, creare una rete di attività che diano vigore e rinascita alle piccole botteghe artigiane magri mediante protocolli con le università e le scuole (il calzolaio, ceramista, il falegname, solo per fare qualche esempio)». Prodotti di alta qualità per contrastare l’impoverimento economico-sociale: «Nella nostra terra – sottolinea il referente Codacons- esistono vere e proprie eccellenze che potrebbero essere elemento propulsivo di sviluppo. Tra questi, la cipolla di Tropea, la ‘nduja di Spilinga, il tartufo di Pizzo. Bisogna valorizzare il made in Vibo Valentia e dare al consumatore un incentivo a preferire e pubblicizzare l’enogastronomia locale». Per Cricenti «esiste un artigianato locale, un sistema imprenditoriale e commerciale che può costituire una risposta diretta alle esigenze dei consumatori ed è su questo che si deve puntare per cercare di riavviare un percorso di rinascita dell’economia locale e di sviluppo del territorio».

Viabilità colabrodo

Nel discutere dell’urgenza di creare un sistema di servizi connessi alla valorizzazione di ciò che più caratterizza il territorio ovvero l’artigianato, lo sviluppo agro alimentare e turistico, e più in generale il fare cultura, il Codacons Vibo non trascura altri due aspetti. Da un lato, il tema della viabilità con strade spesso disastrate, ricche di voragini e insidie. Dall’altro, la tutela delle categorie fragili e in particolare anziani e persone affetta da disabilità: «Il problema della presa in carico, da parte di Asp e Comune, si riflette sulle condizioni delle famiglie che spesso si trovano a dover affrontare in completa solitudine le difficoltà nell’accesso alle cure e nella gestione di un familiare con patologie. Talvolta senza avere le possibilità economiche per garantire una dignitosa esistenza ai loro cari. Quello che manca – chiosa Cricenti- è una politica sanitaria e sociale che guardi al bisogno del paziente e delle famiglie assicurandone l’inclusione ed evitandone l’ulteriore discriminazione. Questo ad oggi non succede e molti genitori, figli, fratelli, sono costretti a lasciare il lavoro, a sottoporsi a continue rinunce per poter assistere i loro cari».

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