martedì,Giugno 25 2024

Mileto, inaugurata la cappella del Centro “Maranathà”

Il luogo di preghiera è stato realizzato dagli stessi ospiti della comunità di recupero ed è stato consacrato dal vescovo della diocesi Attilio Nostro

Mileto, inaugurata la cappella del Centro “Maranathà”

Festa grande all’interno dell’“Oasi dei due Papi Benedetto e Francesco”, inaugurata circa cinque anni fa a Mileto dal compianto cardinale brasiliano Claudio Hummes e dall’allora vescovo Luigi Renzo. La nuova sede che ospita il Centro di Prima Accoglienza e la Comunità terapeutica per tossicodipendenti e alcolisti, entrambi gestiti dall’associazione Onlus “Maranathà”, ha da qualche giorno una bella e accogliente cappella, interamente rivestita in legno. A realizzarla sono stati gli stessi ospiti della struttura. Sullo sfondo, il luogo di preghiera presenta una preziosa statua in gesso del Cristo Risorto, opera dell’artista Maria Grazia Bono. L’inaugurazione della cappella della sede di località “Mortidi” giunge a trent’anni esatti dalla nascita dell’importante realtà di terzo settore, voluta dal parroco della basilica cattedrale don Domenico Dicarlo, dalla direttrice Antonella Rotella e da altri volontari del luogo per aiutare i giovani ad uscire dal tunnel della droga e dell’alcool e a riappropriarsi delle loro vite perdute.

Al loro fianco, l’allora vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Domenico Tarcisio Cortese. Nei giorni scorsi, a presiedere l’apposita cerimonia di consacrazione e ad impartire la solenne benedizione al luogo sacro è stato l’attuale presule, monsignor Attilio Nostro, alla presenza del sindaco Salvatore Fortunato Giordano, di altre autorità civili, politiche e militari del territorio, di numerosi fedeli e degli stessi ragazzi del “Maranathà”, giovani alle prese con la dipendenza da alcool, droga e gioco d’azzardo, provenienti, accolti e, spesso, “guariti” durante questo lungo arco di tempo da tutto il meridione d’Italia.  Il centro si avvale della collaborazione specialistica di psicologi, psichiatri e neurologi e propone per il paziente, accolto con premura e spirito filiale, percorsi psico-socio-riabilitativi personalizzati, che includono l’ausilio di amici e familiari per la valutazione delle problematiche e per l’individuazione di risorse e aspettative personali. Il tutto, in piena sintonia con il significato stesso della parola “Maranathà”, quel “Vieni Signore Gesù” che conclude il libro della Bibbia invitando ad accogliere chiunque bussi alla sua porta.

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