mercoledì,Luglio 24 2024

Trasporti pubblici, Anna Murmura: «Storia di un diritto negato per Vibo e la sua provincia»

La presidente dell'Archeoclub Italia (sezione di Vibo) fa una disamina della situazione in cui versa la mobilità nella città capoluogo e denuncia le difficoltà che incontrano studenti e cittadini

Trasporti pubblici, Anna Murmura: «Storia di un diritto negato per Vibo e la sua provincia»

Eventi e situazioni recenti, personali e non, mi hanno spinto ad una amara e triste riflessione: a Vibo Valentia e provincia siamo cittadini di serie Z a cui è negato anche il diritto ai trasporti pubblici in quanto chi non possiede un veicolo privato è costretto all’immobilità. Questo vale prima di tutto per gli studenti ma, come vedremo dai miei racconti, anche per tutti gli altri cittadini“. A denunciare la situazione del trasporto pubblico a Vibo Valentia è Anna Murmura, presidente dell’Archeoclub Italia (sezione di Vibo Valentia). Parto da un caso specifico, ma molto eloquente e paradigmatico. La scorsa settimana alcuni alunni del Liceo Statale Capialbi – che frequentano con me un progetto sui diritti umani – mi hanno sollevato un problema: dal momento che il corso prevede delle pomeridiane in presenza, poche per la verità, tre di loro mi hanno chiesto di poter seguire le attività on-line perchè vivendo in paesi lontani nessun familiare era disponibile a venirli a prendere il pomeriggio a fine incontro. Sono andata nei giorni successivi dal dirigente della mia scuola che mi ha prontamente avvisato che la Regione, su insistenza sua e degli altri dirigenti delle scuole cittadine, aveva previsto delle corse pomeridiane due giorni a settimana – il lunedì e il venerdì. Pare però che quelle del venerdì siano state sospese. Mi chiedo e chiedo soprattutto alle autorità competenti: perchè una simile ingiustizia? Perchè negare un diritto agli studenti in primis e ai cittadini tutti di muoversi liberamente senza il mezzo privato? L’uso dei mezzi pubblici dovrebbe essere favorito ed esteso – come avviene in tutte le città del mondo anche non civilizzato – per favorire una mobilità sostenibile. Quindi tutti i giorni della settimana avremmo diritto a delle corse pomeridiane, ma si sa i vibonesi non hanno diritto ai diritti e restano un fanalino di coda in questa come in altre questioni.
Riflettendo su questa situazione – ha proseguito Anna Murmura – ho pensato anche alla mobilità urbana del capoluogo di questa sfortunata provincia e posso con la certezza di non poter essere smentita da nessuno affermare che a Vibo Valentia l’uso del mezzo pubblico cittadino introdotto qualche anno fa da un illuminato sindaco che ha lasciato definitivamente la nostra città e la nostra regioneè praticamente impedito. Da ambientalista convinta e di fatto, mi sposto quasi sempre a piedi sia per raggiungere il posto di lavoro sia per tutte le altre mie necessità, ma qualche volta che la distanza da percorrere era particolarmente importante ho provato a verificare su internet gli orari e le fermate di questi bus urbani che a volte vedo girare a vuoto tra la vie cittadine. Ricerche del tutto inutili e senza successo. Anche questo un diritto negato ai giovani, ai meno giovani, agli anziani, così come è negato il diritto la domenica di recarsi al mare o fare una passeggiata fuori porta per chi non disponga di un mezzo privato. Diceva circa duemila anni fa il grande Cicerone nella prima Catilinaria: “Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?“. Anche io desidero chiedere ai nostri rappresentanti locali – Regione, Provincia e Comune: “Quo usque tandem abutemĭni, patientia nostra?“ La mia di pazienza è già finita da tempo e d’ora in poi non avrete più il mio silenzio. Pertanto vi avviso che questa è la prima di tante”.

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