Natuzza, il vescovo Renzo: «Grande nell’umiltà come San Giovanni Battista»

In attesa dell’approvazione delle riforme dello statuto della Fondazione, il presule accosta la figura della Serva di Dio a quella del cugino di Gesù
In attesa dell’approvazione delle riforme dello statuto della Fondazione, il presule accosta la figura della Serva di Dio a quella del cugino di Gesù
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Nella giornata di oggi era prevista l’assemblea dei soci della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, sorta anni fa su input della mistica Natuzza Evolo per la realizzazione dell’insieme di strutture religioso-socio-assistenziali “Villa della Gioia”. Un incontro importante, teso a dare il via all’approvazione del documento finale inoltrato dalla Santa Sede, inerente alle riforme statutarie da oltre tre anni inutilmente richieste dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Luigi Renzo. La riunione è stata nei giorni scorsi rinviata a data da destinarsi, a causa delle restrizioni governative legate al Covid-19. Da oggi, tuttavia, la Calabria è stata dichiarata zona gialla. L’attesa dei tanti devoti e figli spirituali della mistica – morta nel giorno di Ognissanti del 2009 – dunque, è a questo punto rivolta al presidente Pasquale Anastasi e agli altri componenti del direttivo, chiamati a stabilire il nuovo giorno in cui l’assemblea dei soci fondatori dovrà entrare nel merito e cercare di porre la parola fine sulla questione. Oggi, però, la cronaca registra l’ennesima prova di affetto di monsignor Renzo nei confronti di Mamma Natuzza.

Nella celebrazione eucaristica presieduta questa mattina nella basilica cattedrale di Mileto, infatti, il presule non ha mancato di indicare la mistica di Paravati quale modello di umiltà fino all’eroismo, accostandola addirittura alla figura di San Giovani Battista. «Quest’ultimo – ha sottolineato nella sua omelia il vescovo, facendo riferimento ai brani del giorno – davanti ai Giudei che gli chiedevano se per caso era il Messia diede una risposta straordinaria: “Non sono né il Cristo, né Elia, né un profeta”. Poteva approfittare della situazione, e invece no, mise subito le cose in chiaro: “Non sono nulla, sono solo una voce che grida nel deserto”. Che umiltà, la sua grandezza sta proprio in questo». Quindi, il parallelismo con Natuzza. «Quanto persone hanno ricevuto del bene, hanno avuto dal Signore delle grazie, sono andate da lei per ringraziarla. La sua risposta è stata simile: “Non ringraziate me, che c’entro io? Ringraziate il Signore e la Madonna, io ho solo pregato. Sono solo un verme di terra”.  Ecco le anime grandi – ha aggiunto – ecco i veri testimoni della gioia e del Risorto e i veri modelli dell’umiltà e della verità. Da loro dobbiamo apprendere, in loro ci dobbiamo identificare». Parole da vero e proprio devoto della Serva di Dio, queste di monsignor Renzo. Che tuttavia non stupiscono, se è vero che è stato proprio lui a volere l’avvio della causa di beatificazione e a definire Natuzza – il giorno del suo funerale celebrato davanti a migliaia di fedeli – “già santa tra i santi del Cielo”.