Gli ottocento anni dalla morte di San Domenico, al via a Soriano il Dies natalis

L’uomo «tutto di Dio» spirò a Bologna il 6 agosto 1221. Inaugurato ieri nel Santuario di Soriano l’anno giubilare che si concluderà il 6 gennaio 2022.
L’uomo «tutto di Dio» spirò a Bologna il 6 agosto 1221. Inaugurato ieri nel Santuario di Soriano l’anno giubilare che si concluderà il 6 gennaio 2022.
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Il santuario di San Domenico a Soriano

Si è aperto ieri pomeriggio, in occasione della ricorrenza dell’Epifania del Signore, con la solenne celebrazione eucaristica nel santuario di san Domenico di Soriano Calabro, l’anno giubilare per celebrare il Dies natalis di San Domenico, nel ricordo degli ottocento anni della sua morte; giubileo che si concluderà il prossimo 6 gennaio 2022. Cuore e centro di questo anno giubilare sarà la commemorazione della morte di san Domenico avvenuta il 6 agosto 1221 a Bologna, giorno in cui l’uomo «tutto di Dio», accompagnato dagli angeli, salì per quella scala retta da Gesù e sua madre Maria e ricevere così il premio eterno di quella misericordia che Domenico aveva posto come strumento e fine della sua missione di predicatore del Vangelo. 

Il tema della celebrazione del giubileo è A tavola con San Domenico, che si ispira alla tavola della Mascarella che si trova a Bologna, la tavola su cui è stato dipinto il primo ritratto di San Domenico poco dopo la sua canonizzazione. «San Domenico – afferma il maestro dell’Ordine fratel Gerard Francisco Timoner III, il quale è stato pellegrino a Soriano l’11 ottobre 2019 – viene celebrato non come un santo su un piedistallo, ma un santo che gode a tavola della comunione con i suoi fratelli, riuniti dalla stessa vocazione per predicare la Parola di Dio e condividere il cibo e le bevande dono di Dio. La celebrazione del giubileo ci invita non solo a ricordarci di San Domenico, ma anche di impegnarci a conoscere sempre di più la sua vita, la sua santità e mettere in risalto il ruolo che egli ha avuto nella storia della Chiesa. Come questa tavola diventa una tavola per lo spezzare della Parola e del Pane di Vita».