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Considerato il capo indiscusso dell’omonimo clan, aveva fatto perdere le sue tracce dall’ottobre del 2014. Denunciato per il reato di favoreggiamento il conducente della vettura a bordo della quale viaggiava

Cronaca

Nel primo pomeriggio di oggi le forze congiunte dei carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale di Vibo Valentia, della Compagnia di Tropea e della Stazione di Limbadi hanno posto fine all’irreperibilità di Luigi Mancuso, 63 anni, ritenuto il numero uno dell’omonimo clan della 'ndrangheta di Limbadi.

Luigi Mancuso risultava irreperibile da ottobre 2014, pur non essendo stato emesso nei suoi confronti alcun provvedimento giudiziario. A conclusione di un'intensa e serrata attività di controllo del territorio, è stato fermato a Nicotera, a bordo di autovettura condotta da Pasquale Gallone, pregiudicato per armi e congiunto dello sposo atterrato in elicottero in una piazza di Nicotera, denunciato a sua volta per il reato di favoreggiamento personale. 

Al termine delle formalità di rito, Luigi Mancuso è stato condotto in carcere a Vibo Valentia a disposizione dell’autorità giudiziaria. Comparirà lunedì mattina dinanzi al Tribunale monocratico di Vibo valentia per la "direttissima" (Pm Benedetta Callea, avvocati Francesco Sabatino e Giancarlo Pittelli). Era uscito dal carcere nel 2012 dopo aver scontato 19 anni di ininterrotta detenzione rimediata per i reati di associazione mafiosa e traffico di stupefacenti al termine dei processi nati dalle operazioni antimafia denominate "Tirreno" e "Count down", rispettivamente delle Dda di Reggio Calabria e Milano. 

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