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Il giovane è giunto nel piccolo centro del Vibonese per conoscere i luoghi da cui partì la propria famiglia: «E’ come essere ritornato a casa»

Il sindaco Francesco Mazzeo con Juan Pablo De Rito
Cultura

«Essere qui, per me, è come essere ritornato a casa, eppure non sono mai stato a Cessaniti. Camminare per queste strade è come sentire mio padre dentro». Parole viscerali, forti, inaspettate. Juan Pablo De Rito, 36 anni, di Mar del Plata (Argentina) ha raccontato una storia di legami inspiegabili, capaci di andare oltre il tempo e la distanza. Una storia che vede come protagonista la sua famiglia ma che identifica le vite di quanti, all’indomani delle guerre, scelsero la via del mare, emigrando nelle Americhe.  

L’attaccamento per la terra natìa, tuttavia, rimase impresso nel loro cuore per ricadere, inevitabilmente, come dote preziosa, sui figli. Così, Juan Pablo, ha voluto percorrere il viaggio all’inverso e conoscere il luogo delle proprie radici: «Mio padre Antonio – racconta nel suo italiano quasi perfetto - nacque a Cessaniti e, all’età di nove anni, insieme ai genitori e ai fratelli, emigrò in Argentina. C'era tanta fame, c’erano molte difficoltà». Il primo De Rito a giungere in quella terra ai “confini del mondo”, invece, fu il nonno materno, Gregorio De Rito, si imbarcò per le Americhe nella speranza di un futuro migliore: «Lavorava la terra per conto di altri e veniva ricompensato con del cibo, non c’era ritorno economico. Fu dura per lui e per tanti altri. 50 persone vivevano sotto lo stesso tetto, dividendosi l’unico bagno». Nel ripercorrere la vita degli antenati, Juan Pablo ricorda anche il nonno paterno, Basilio De Rito, commerciante: «Nei giorni scorsi sono stato a Zungri. Ho conosciuto il figlio del cugino del nonno, anche lui di nome Basilio, oggi ultranovantenne. E’ stata un’emozione indescrivibile, non ci sono parole. Era identico al nonno. Mi ha accolto nella sua casa e mi ha detto: “Tu sei De Rito, io sono De Rito. Siamo una cosa sola”.

Si commuove, il giovane argentino, cerca di utilizzare le parole giuste per spiegare l’universo di emozioni che lo hanno attraversato. Parla del valore del lavoro condotto con onestà, dell’importanza della famiglia, dell’avere e custodire una propria identità culturale. Parla di rispetto, dell’accoglienza di Cessaniti, di amicizia: «Mio padre mi diceva spesso: “la terra di Calabria tu la porti dentro, è qualcosa che si trasmette con il sangue” – aggiunge e rivolgendosi al cronista - Come puoi scrivere tutto questo in un “giornale”?».

Juan Pablo nella sua terra è capo-macchine su un peschereccio: «Sono contento del mio lavoro, della mia vita. Non pretendo nulla da Cessaniti, sono io a dover dare qualcosa a Cessaniti». L’amicizia nata con il sindaco Francesco Mazzeo è frutto del caso. E’ stato un giovane del luogo, Fabio De Rito a parlare di lui al primo cittadino. Quindi l’incontro in Comune e il dono della maglietta dell’Argentina, gesto simbolico che ha intensificato il legame indissolubile tra Cessaniti e i suoi emigranti all’Estero: «C’è l’intenzione, con fondi propri, di andare con una delegazione cessanitese in Argentina – aggiunge il sindaco Mazzeo - per conoscere le comunità calabresi lì residenti. Vorremmo compiere questo viaggio in gruppo in occasione della festa della Madonna della Lettera (venerata da generazioni nella frazione Pannaconi) e di San Basilio (patrono - neanche a dirlo - di Cessaniti)».

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