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Dopo l’avvio della campagna voluta dalla Regione, il responsabile del settore conservazione del Wwf pone l’accento sulle ragioni dell’avvicinamento degli ungulati al centro abitato

Un cinghiale tra i rifiuti in zona Pietà a Pizzo
Ambiente

«E se togliessimo ai cinghiali le fonti di approvvigionamento cittadino? I pizzitani temono gli ungulati, ma indirettamente li foraggiano. E i suini ringraziano». A domandarselo è il responsabile del settore conservazione del Wwf di Vibo Valentia Pino Paolillo il quale interviene in merito alla campagna di abbattimento che la Regione Calabria ha affidato ai selettori autorizzati ed avviato in tre comuni del Vibonese: Fabrizia, Maierato e Pizzo.

In quest’ultimo centro, in particolare, il fenomeno è percepito come particolarmente pressante dai residenti visto i sempre più frequenti avvistamenti di vere e proprie famiglie di ungulati in prossimità di complessi residenziali e zone densamente urbanizzate nella parte alta della cittadina. Per il noto ambientalista, dunque, più che ricorrere a mezzi drastici per contrastare il problema, occorrerebbe interrogarsi sulle ragioni che alimentano la presenza dei cinghiali. Così sul banco degli imputati salgono direttamente le pessime abitudini di chi abbandona i propri rifiuti dando vita alle tante micro-discariche disseminate nelle aree più o meno periferiche. Cumuli di spazzatura che costituiscono, evidentemente, una comoda fonte di approvvigionamento per gli animali selvatici, fungendo da irresistibile dispensa di cibo per gli stessi cinghiali. La posizione di Paolillo è chiara e nota da tempo: alle carabine, che non risolvono il problema ma anzi rischiano di spingere ancor di più i cinghiali verso l’abitato (dove, ovviamente, non si può sparare alle bestie), sono da preferire altri strumenti. Ad esempio i “chiusini”, in grado di assicurare un numero consistente di catture e, di conseguenza, mitigare il fenomeno dei danni alle coltivazioni e della psicosi tra la gente. Cruciale diventa però, soprattutto, una più accurata opera di tutela del territorio e il fermo contrasto all’abbandono indiscriminato dei rifiuti.   

«Assistiamo a uno spettacolo indecoroso - afferma amaramente Paolillo - a due passi dalle case abitate dai tanti stranieri che hanno scelto Pizzo, un paese che vuole definirsi turistico. Il dramma è che se denunci queste cose, sotto gli occhi indifferenti di tutti, passi per nemico della collettività».

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