La protesta vibrata a Maierato contro l’invasione dei cinghiali, agricoltori in ginocchio (VIDEO)

Danni enormi al comparto agricolo che senza risposte serie da parte della Regione Calabria difficilmente potrà riprendersi. Forte adesione alla manifestazione

Danni enormi al comparto agricolo che senza risposte serie da parte della Regione Calabria difficilmente potrà riprendersi. Forte adesione alla manifestazione

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“Ci siamo arresi, non sappiamo se il prossimo anno saremo in grado di seminare. Per raccogliere cosa? Il nulla. E’ da anni che ci battiamo per cercare di arginare e risolvere questo problema, ma non abbiamo mai avuto risposte concrete e adesso siamo al limite. Non ci sono più le condizioni per lavorare”. Gli agricoltori sono stanchi, lanciano l’ennesimo grido di dolore alle istituzioni per la distruzione dei loro raccolti ad opera dei cinghiali, moltiplicati a gran velocità per le scelte sbagliate attuate negli anni dal mondo venatorio in accordo con Regione Calabria e Provincia di Vibo che, per soddisfare le esigenze dei cacciatori, hanno avviato una campagna di ripopolamento del cinghiale senza freni immettendoli e liberandoli anche in zone dove storicamente tali animali erano assenti. Per far valere le loro ragioni e farsi ascoltare dalle istituzioni, gli agricoltori hanno promosso una manifestazione a Maierato portando quasi in processione alcuni sacchi di sementa sino alla chiesa per consegnarli ai sindaci. Un segno di resa ed un ultimo disperato tentativo per richiamare l’attenzione verso una problematica che sta causando danni enormi all’agricoltura. Gli agricoltori si sono riuniti in un apposito Comitato in difesa della dignità dell’agricoltura. Un comparto, quello agriolo, che in queste condizioni, se non si interverrà al più presto, è destinato a morire. La “parola” passa ora alla Regione Calabria. Particolarmente colpite da tale piaga sono alcune zone del comprensorio di Maierato, Sant’Onofrio, Stefanaconi, Filogaso e Pizzo Calabro. Ma in quasi tutto il Vibonese la situazione è divenuta ormai insostenibile. Le riunioni ed i tavoli “tecnici” convocati in questi anni sono serviti a ben poco, le istituzioni alla fine hanno lasciato gli agricoltori da soli a combattere contro i cinghiali. Oltre ai danni, c’è poi molta preoccupazione per il settore zootecnico poiché diversi cinghiali abbattuti sono risultati affetti da tubercolosi,  malattia che è facilmente trasmissibile agli altri animali ed anche all’uomo. 

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