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Il commissario straordinario Giuseppe Vadalà e il sindaco Gianluca Callipo hanno effettuato un sopralluogo nei pressi della foce del fiume dove a cominciare dagli anni '50 sono state seppellite tonnellate di rifiuti

Situazione emergenziale alla foce dell'Angitola
Ambiente

Ancora un anno. Tanto bisognerà aspettare, se tutto va bene, per vedere iniziare i lavori di bonifica della vecchia discarica di Pizzo, chiusa nel 1997, dopo quarant’anni di rifiuti sversati a pochi metri dal mare, in prossimità della foce del fiume Angitola. Quella che oggi appare come una vera e propria bomba ecologica è purtroppo l’eredità di un’epoca in cui i rifiuti solidi urbani venivano semplicemente gettati in un buco e seppelliti. Ma ora l’erosione costiera e l’acqua del fiume, che ha modificato il suo corso, stanno portando alla luce quella montagna di rifiuti alta 10 metri, lunga 130 e larga 55

Occhio non vede cuore non duole. E invece ora duole parecchio. Anche alle tasche degli italiani, visto che questa discarica è solo una delle circa 200 sparse su tutto il territorio nazionale, che sono già costate all’Italia una salatissima multa inflitta dalla Corte europea di giustizia per il mancato rispetto delle normative in materia di gestione dei rifiuti. Ne è consapevole il commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive Giuseppe Vadalà, che ha effettuato un sopralluogo insieme al sindaco della città napitina, Gianluca Callipo. È stato Vadalà a dettare il ruolino di marcia che dovrebbe portare all’inizio dei lavori entro giugno 2020.  

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Lacnews24.it
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